Dopo alcune settimane dalla sua apparizione su Disney+, fa discutere parecchio la scomparsa del film spaziale da 53 milioni di dollari dal canale di streaming
La scomparsa di film dal catalogo Disney+ è un fenomeno sempre più costante nei piani della casa di Topolino. Ebbe tutto inizio nel 2020 con la rimozione de I racconti dello zio Tom, film del 1946, poiché “non appropriato nel mondo contemporaneo“. La pellicola, ambientata in una piantagione post Guerra Civile Americana, come giustamente faceva notare Bob Iger davanti gli investitori, poteva offendere una parte dei telespettatori.
Successivamente è stato il turno di capolavori del cinema d’animazione come Dumbo, Peter Pan e gli Aristogatti, rimossi dalla sezione dedicata ai minori di sette anni. La causa? Lo dice il cartello di avviso che avverte i genitori della presenza di contenuti e “rappresentazioni negative”.
Tutto ciò in nome, giustamente, del rispetto nei confronti di “popolazioni o culture”. Ma lo stesso metro di misura non vale però con altri titoli, scomparsi misteriosamente dal catalogo, senza una spiegazione ben precisa. Tutto ciò in un tempo in cui l’accesso alla cultura cinematografica è sempre più digitale, dove le piattaforme di streaming sono diventate i nostri cinema domestici. Dunque, una domanda inizia a prendere forma: chi decide cosa possiamo vedere e cosa no?
A questo proposito balza subito a mente il caso di Crater, pellicola di fantascienza costata alla Disney 53 milioni di dollari. Solo un mese e mezzo fa, infatti, Disney+ aveva arricchito il suo catalogo con il film originale sci-fi ambientato sulla luna nell’anno 2257, diretto da Kyle Patrick Alvarez e con un cast che include McKenna Grace e Scott Mescudi.
In questi giorni, tuttavia, Crater è misteriosamente sparito dalla piattaforma, senza alcuna spiegazione fornita dal colosso dell’entertainment. Il film, esclusiva Disney+, non è disponibile in nessun altro posto, creando frustrazione tra gli utenti, curiosi di vedere questo promettente lungometraggio.
Una mossa non prevista che solleva inevitabili domande sul perché un film prodotto e lanciato da Disney+ possa essere rimosso così repentinamente. Molti hanno ipotizzato che il film possa essere considerato come ultima vittima sacrificale degli attuali piani di riduzione dei costi della società, vista la rimozione di altre 100 pellicole dalla propria piattaforma di streaming. La Disney negli ultimi tempi non se la sta vedendo bene e questa potrebbe essere una mossa che mira a ottimizzare le risorse e “massimizzare gli investimenti”.
Come già affermato, non è la prima volta che assistiamo a eventi simili nel mondo dello streaming.
Piattaforme come Netflix hanno precedentemente rimosso titoli dal loro catalogo, spesso a causa di questioni legate ai diritti di proprietà o a strategie economiche.
Tuttavia, un titolo originale che scompare dopo così poco tempo è una novità che suscita ulteriori interrogativi. Specialmente da parte del pubblico pagante a cui spetterebbero delle risposte ben più trasparenti.