L’attore rivive il dolore della scomparsa dei genitori e racconta di un nuovo dramma imminente: la separazione dalla moglie Sabrina Donadel, l’intervista di Paolo Kessisoglu

Solo pochi giorni fa, Paolo Kessisoglu ha raccontato il proprio dolore per aver perso i suoi cari genitori a distanza di pochi mesi: oggi si sta per separare dalla moglie Sabrina Donadel. Ha speso parole emozionanti per i cari defunti. Dichiarazioni che svelano un lato nascosto dell’attore. Soprattutto, rivelano l’originalità e la profondità del pensiero di Paolo Kessisoglu. Non è bastato il doppio dramma familiare, adesso è in arrivo una nuova burrasca, ma sentimentale.

Nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere, l’attore ha ripercorso quel dolore e quella (ri)scoperta dei suoi cari, osservandoli da un punto di vista esterno, non da figlio. “I genitori non sono macchine perfette, ma persone, come noi. Lo sto realizzando ancora di più da quando mi sto separando da mia moglie”. Ha capito molto ora. Non si sente più “un papà super eroe”. Tuttavia, il legame con la figlia, ad oggi, appare “quasi migliorato grazie a questa consapevolezza”.

“Mamma aveva 77 anni e papà 83: è stata una doccia fredda”

I genitori li ha sempre amati, anche se non è stato facile a volte. C’è stato un momento, “un periodo”, in cui si era “un po’ allontanato da loro”. Piccoli errori di gioventù che due bravi genitori perdonano senza neanche tante difficoltà. “Era tutto rientrato, oggi cercherei di ricucire più in fretta”. Ricucire strappi, alleviare malumori: spendere quel tempo in più che credeva di non avere in passato. Quando era felice, con i suoi cari in vita: “I miei sono stati due buoni esempi: erano persone buone. Ora incontro moltissime persone che me lo ricordano”.

Parlando proprio di mamma e papà, entra nello specifico. “È stata una doccia fredda per tutti, mia mamma aveva 77 anni. Mio papà ne aveva 83 ed è morto subito dopo Capodanno. Anche in quel caso, è stato improvviso. Io e mia sorella ci siamo ritrovati faccia a faccia con tutte le loro cose: dovevamo decidere cosa tenere, cosa buttare… stiamo facendo una seduta psicanalitica che dura da mesi”.

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