Polemiche a non finire sulle acque inquinate del fiume Senna, dove si dovranno, o meglio, dovrebbero disputare le gare di nuoto libero alle Olimpiadi di Parigi. In queste ore, infatti, per il terzo giorno da quando sono iniziate le competizioni, è stato deciso che le acque non sono adatte per il nuoto. Ciò significa che gli atleti non potranno allenarsi in vista delle imminenti gare olimpiche. La portavoce del Comitato Olimpico, Anne Descamps, tra l’altro, ha rivelato che anche durante la gara della staffetta mista di lunedì scorso, la Senna non era balneabile. A causa di tracce di Escherichia coli.
Escherichia Coli nella Senna: il fiume era inquinato durante la gara
Secondo la portavoce della competizione Olimpica, infatti, a fronte di una soglia regolamentare consentita di Escherichia coli di 1000, lunedì scorso il tasso presente nella Senna era di 1553. Tuttavia, sempre secondo la Descamps, solo uno dei quattro punti della prova era interessato dal problema e gli atleti avrebbero deciso di gareggiare ugualmente. Tuttavia, in seguito al caso della belga Claire Michel, ricoverata a causa di un’infezione batterica dopo la gara nel fiume, la Senna è stata nuovamente resa non balneabile.
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La replica del deputato parigino: “Nessuna correlazione”
Nonostante l’evidente problema di Escherichia coli nella Senna, Pierre Rabadan, deputato alle Olimpiadi del municipio di Parigi, ha voluto smentire categoricamente qualunque relazione tra l’acqua del fiume parigino e le malattie sopraggiunte. “Attualmente non esiste alcun legame diretto tra la Senna e qualsiasi malattia che ha colpito gli atleti olimpici”. Le parole della nuotatrice Vermeylen, tuttavia, descrivono bene il disagio degli atleti costretti a nuotare nella Senna. “Mentre nuotavo sotto il ponte ho annusato e visto cose alle quali è meglio non pensare. Purtroppo, mi è capitato di bere molta acqua e posso dire che no, non ha certo il sapore della Coca Cola o della Sprite”.
