Anche la scrittrice britannica JK Rowling ha detto la sua sull’incontro di boxe femminile tra Carini e Khelif, gettando ulteriore benzina sul fuoco

Ad alimentare le polemiche sul caso Carini-Khelif nell’incontro più discusso delle Olimpiadi di Parigi ci si mette ora anche la scrittrice britannica JK Rowling. “Le Olimpiadi di Parigi saranno per sempre offuscate dalla brutale ingiustizia fatta a Carini.”

Con queste parole ha esordito la creatrice della saga di Harry Potter, prendendo una posizione piuttosto chiara riguardo alla polemica del match di boxe femminile tra l’azzurra Angela Carini e la sfidante algerina Imane Khelif, iper-androgina con una carica di testosterone più alta della media. Incontro conclusosi con il ritiro dell’italiana dopo appena 46 secondi e un solo colpo infertole.

“A una giovane pugile è stato appena portato via tutto ciò per cui aveva lavorato e si era allenata perché è stato permesso a un maschio di salire sul ring contro di lei.” Ha aggiunto sul proprio profilo X la Rowling, che nel frattempo sta facendo girare in rete l’hasntag “IStandWithAngelaCarini”, con una foto della boxeur azzurra. Le parole della scrittrice inglese arrivato quasi in contemporanea con quelle del magnate Elon Musk. Da sempre apertamente contrario a ogni idea e visione non binaria nell’ambito sessuale, il fondatore di Tesla e SpaceX si scaglia contro la decisione di far disputare il match. “Gli uomini non appartengono agli sport per le donne.” Ha commentato sul suo profilo X, condividendo anche lui “#StandWithAngelaCarini“.

A poche ore dal ritiro dell’atleta italiana si è espressa anche la premier Giorgia Meloni. “Non ero d’accordo con la scelta del 2021, non sono d’accordo oggi, ringrazio Angela Carini per come si è battuta. Anche non siamo riusciti a vederla, abbiamo visto solo dei piccoli flash…” Afferma la premier che si sente poi dire “Si è ritirata” dai giornalisti a Casa Italia. “Mi dispiace ancora di più.” Incalza la Meloni.

“Mi ero emozionata ieri quando ha scritto ‘combatterò’ perché in queste cose sicuramente conta anche la dedizione, la testa, il carattere. Però poi conta anche poter competere ad armi pari. E dal mio punto di vista non era una gara pari.” Poi continua. “Penso che bisogna fare attenzione, nel tentativo di non discriminare, a discriminare. Perché alcune tesi portate all’estremo rischiano di impattare soprattutto sui diritti delle donne. Penso che atleti che hanno caratteristiche genetiche maschili non debbano essere ammessi alle gare femminili. E non perché si voglia discriminare qualcuno. Ma per tutelare il diritto delle atlete di competere ad armi pari.”

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