In seguito alla denuncia per molestie, la giornalista Alisa Toaff ha incontrato il pornoattore in presenza dell’inviata della trasmissione di Italia 1, Roberta Rei: il dialogo e le chat
Rocco Siffredi ha incontrato la giornalista Alisa Toaff dopo la denuncia per molestie di quest’ultima. La trasmissione manderà in onda stasera il filmato del discusso incontro, favorito dal contributo dell’inviata Roberta Rei. Prima è bene ricostruire lo scambio di messaggi tra i due.
Siffredi: “Successivamente vedo la scena di Moana per me era un sogno, era ca***! Che bella! Vedo lì uguale questa faccia un po’ arrabbiata e sono in questi due momenti che io dico ma perché Alessandro ha questa faccia? Io non mi vedo così”.
Giornalista: “Posso dirlo?”
Siffredi: “Ma sì, perché poi tu puoi dire in tutta la storia è tutto vero. Tutto quello che è successo nella mia vita, tutto combacia. A parte questo continuo malessere di Rocco che più lo rivedo e più non mi rivedo, ma per il semplice motivo che per me sul set era la mia gioia”.
Giornalista: “Sono meno cupo di Borghi. Questo lo possiamo dire?”
Siffredi: “Ma certo. Non è che io sono meno cupo di lui. Io sono assolutamente zero cupo sul set, sto parlando del sesso, le scene del sesso ci puoi fare il titolo. Per Rocco, il porno è stata la sua salvezza, perché io fuori dal porno ero triste, ho ricevuto anche messaggi di persone che dicono ‘Rocco io non ti conosco così cupo, tu non sei così, ti conosco da 30 anni, non sei questa roba qua’. Quindi io ho dovuto spiegare che effettivamente questa cupezza soprattutto durante il sesso non mi appartiene, non è mia, non sono mai stato così e lì ti racconto, anche che ne ho parlato con Alessandro, gli ho chiesto del perché e ho ricevuto ‘interessante la tua osservazione’, quindi tutto qua, cioè la serie è bellissima, la domanda è ‘perché l’hanno incupita così?’ Chiudo dicendoti che probabilmente hanno fatto anche bene perché purtroppo siamo nel 2024 ma è rimasto solo un tabu che si chiama il ca**o. Ecco l’unica cosa di cui non si può parlare e dire quanto gode quel ca è il ca**o. Se già era una f*** forse si spiegava pure meglio, ma in un’era in cui viene detronizzato quello che può essere l’uomo, la virilità… quindi la parità dei sessi, quindi la rivoluzione femminile, giustissima eh per l’amor di dio, giustissima, però è un momento particolare in cui l’uomo viene messo un pochino in punizione. Direi perenne perché è punito ieri, oggi, ma anche domani e quindi fare una serie su Siffredi diventa complicato poi andarla a spiegare. Concludo, Alessandro Borghi è un grandissimo, so probabilmente di averlo un pelino toccato nella sua intimità personale, cioè quella parte in cui magari si è sentito ‘ca***, non è piaciuta a Rocco la mia interpretazione’, parlando di quel viso quando fa sesso, ma gli dirò grazie tutta la vita perché non è facile fare Rocco Siffredi senza essere Rocco Siffredi. Quegli occhi lì, quello sguardo che ho io mentre faccio sesso con le donne, mi ha reso quello che sono oggi e probabilmente per Alessandro poteva essere forse qualcosa di troppo impegnativo oppure poteva essere frainteso quindi non sono arrabbiato, non sono deluso, anzi gli dirò grazie tutta la vita”.
I messaggi vocali
A seguire, Rocco avrebbe poi mandato un messaggio vocale in cui si diceva contrariato dopo aver letto il testo dell’intervista. Quindi, in esclusiva a Le Iene, sono emersi i contenuti dei vocali, che vedremo nel servizio di questa sera. Al vocale sono seguiti questi altri messaggi:
Giornalista: “La mia intervista è stata sbobinata paro paro, per cui posso metterla direttamente come è stata registrata. Trovo molto offensive le tue parole e non ho nient’altro da dire. È la prima volta che mi trovo di fronte ad offese che potrei anche denunciare, offese anche sessiste molto gravi. Farò finta di non avere ascoltato questo messaggio proprio perché sono una donna con i co* e per quanto riguarda l’ultimo aspetto, ritengo che forse il problema sia il tuo, quello del ca , perché a me non è mai mancato, però io preferisco andare con uno alla volta, buona serata”.
Siffredi: “Mi devo subire magari veramente delle critiche da parte di Alessandro o di Netflix per averti fatto un simpatico favore”.
Giornalista: “Non so chi ti abbia detto ‘non incontrare questa persona’, io sono ventisei anni che lavoro con tutti e a me non importa un cavolo di quello che pensi tu e la persona che te lo ha detto. Va bene? E ora se proseguirai con gli insulti sarò costretta a querelarti e sono seria”.
Siffredi: “Alisa, allora forse tu non hai capito, voglio solo dirti che è stata una mia decisione fare l’intervista con te. Mi hanno detto in assoluto che non dovevo farlo, pensa tu, solo per questo sono arrabbiato, perché mi sono dato una zappata sui coglioni da solo. Però pensavo che tu fossi stata un po’ più carina nel comprendere quello che t’ho detto. Perché è un’intimità vera, un dolore vero, ma non te l’ho detta come l’hai scritta tu. Tu l’hai scritta rimarcando, forzando ogni parola come se io fossi pazzo, come sei io fossi depresso perennemente, non t’ho mai detto questo. Ok Alisa, capisco che ti sei incazzata e volevo chiederti scusa di persona. Allora io ieri ho ricevuto una lettera molto, molto pesante da parte di quella donna che fa la parte della famiglia. Non ho dormito la notte. Poi stamattina prendo l’aereo, e ero già carico a molla. Arriva il tuo pezzo con tutta la parte su Borghi. Non lo so, è come se mi stesse un attimo crollando addosso tanta roba, ok? Quindi non sto cercando comprensione, per l’amor di Dio, non ti chiamo per quello, mi scuso perché ti ho mancato di rispetto, solo come donna. Il discorso giornalistico non ho cambiato manco una virgola, non ho trovato assolutamente la tua persona come me la immaginavo. Ho fatto una serie con tanta sincerità, ho risposto alle tue domande con tanta sincerità. Però mi aspettavo da parte tua un po’ di sensibilità in più nei confronti di una persona sincera. È questo il punto, non ho visto da parte tua, con la tua intervista, sia la prima che la seconda, una sorta di comprensione, questo dover per forza allungare e precisare tante difficoltà. Io sono stato sincero, però è come se mi fossi sentito usato. Voilà, te lo dico. Usato, tradito, non lo so, per questo ho reagito così, solo ed esclusivamente per questo. Quindi, di nuovo, ti chiedo scusa. Fai quello che ti senti di fare. Non ti sto dicendo non mi denunciare. Fai tutto quello che devi fare, però io sono stato sincero con te, ricordalo”.
Rimasto senza risposta dalla giornalista, Rocco ha inviato un altro messaggio vocale.
Siffredi: “Non riesco a capire perché adesso non mi parli più, non mi rispondi più, ca**o! T’hanno sfanc* tutti quanti e lo sai…e sei sempre uscita fuori con il sorriso e adesso nei miei confronti, che ho accettato di fare l’intervista e sono in grande difficoltà, mi hai beccato in un periodo terribile e te l’ho spiegato della lettera della moglie di mio fratello, però fai l’offesa vabbè, ci sta!”.
Poi il post intervista, decisamente non teso come dimostrano i successivi scambi di messaggi:
Siffredi: “Super Alisa, devo dire che sei veramente simpatica, troppo forte, troppo carina e bona…[ride] te lo posso dire! Quando ti stringevo non te lo potevo dire troppo di più, però ca***! beh!… lasciamo perdere che mi stavi a fa venì proprio una roba un po’ particolare. Però, te l’ho detto per dirti che sei una donna top, femminilità top, tolto questo”.
Poi il messaggio in cui il pornoattore fa riferimento all’amica della giornalista:
Siffredi: “Il problema è che io sono sempre molto sensibile e ho sentito tanto. Quando è arrivata l’amica tua, ciao! Eravate in due e non una e me ne sono scappato. Ma non scappato via perché ho paura, scappato via per non fare danni”.
La spiegazione di Siffredi a Le Iene
Quindi l’incontro con Alisa, in presenza di Roberta Rei: “Se tu dicessi a me per dire, ‘Diventa normale prendi una marea di…’ io ti risponderei a tono, cioè non è carino” E lui: “Ma sarebbe bello che tu mi rispondessi a tono ‘Siffredi ma vallo a prendere nel c*** tu e chi c*** ti credi, maleducato’”. Nel dialogo, la giornalista ha aggiunto: “Cioè sessismo è una cosa, il porno un’altra cosa. Siamo d’accordo su questo?”. L’attore: “Ma anche l’accusa che mi viene fatta. Molestie. Cioè molestie, mandare a fan*** qualcuno è una molestia? È l’unica domanda. Non sto dicendo che ho fatto una bella cosa, ma mandare a fan***o qualcuno è una molestia?”. Rei: “Lei ti ha denunciato per molestie verbali”.
E ancora, Rocco: “No, no no. Ma ascolta un attimo. Io le ho anche detto ‘Ti chiedo scusa perché purtroppo sono entrato in un periodo di stress e di crisi’, ma più di così cosa devo fare?”. Roberta: “Tu hai chiesto scusa alla donna e non alla giornalista”. Successivamente, i due hanno dialogato da soli in presenza di Roberta. La Toaff:
“Ci siamo insomma chiariti. Siamo stati male io e sua moglie, insomma. È stato un errore, è umano. Io voglio precisare: Rocco non mi ha mai toccata fisicamente. A me quello che mi ha spinto a denunciare sono stati gli ultimi due vocali, li ho trovati gravi, sessisti e comunque denigranti nei confronti di me stessa, sia come professionista che come donna. Sono stata male perché sono stata attaccata dagli hater, sono stata attaccata dagli insulti antisemiti che non c’entravano niente, li avete letti no? Rocco è una persona forse istintiva, simpatica e quei due insulti però mi hanno veramente ferita e allora mi sono arrabbiata. Punto”.
Ed ancora, Rocco Siffredi:
“Senti, più che dirti che tutto dipende dalla mia testa, può darsi che sia instabile, può darsi che come hai detto tu sia depresso, può darsi che abbia dei problemi, ma non mi va di curarmi, non mi va di prendere antidepressivi perché penso di essere più forte della depressione, è la verità. Però evidentemente qualcosa non va e quindi la cosa migliore da fare è fare un passo indietro, cercare di ritrovare me stesso. Maleducazione, il non rispetto, ma soprattutto il problema più grande è che ho fatto, con un insulto, due insulti: ho fatto male a due donne perché mia moglie è stata male”.
Ed è in questo momento che Rocco si è lasciato andare alla commozione, accompagnata da uno scatto d’ira: prima dà un calcio e poi una manata contro il muro e si chiude in bagno per piangere. Poi lo sfogo:
“Perché sono un co****e. Mia moglie è la persona più importante che ho. Vedere i miei figli che dicono ‘Papà sei un coglione. Quando lo capisci che ti amiamo? Quando lo capisci?’ Vedere mia moglie è così, perché e tu…Io non so come spiegare. Io non ho inventato la serie, la serie è la mia vita. Ho avuto problemi con la famiglia, non riesco a raccontare altro che la mia vita. È mi dispiace vedere quello che ho combinato a te e quello che ho combinato a mia moglie e ai miei figli”.
Siffredi continua:
“Lei ha totalmente ragione e basta. È vero che ho detto che Borghi mentre faceva sesso non mi rappresentava e te lo ripeto, non è… Ma l’ho detto anche a lui. Perché è come se io avessi detto ‘Ma io per 40 anni cosa ho fatto vedere? Perché non riusciamo a far vedere il motivo per cui ho fatto sto lavoro qua? Perché mi piace il sesso. Io mi sono arrabbiato quando tu hai detto che vado sul set per sfogarmi. Quella roba lì mi ha fatto male perché è come se io sentissi che per 40 anni ero un malato di sesso. Io t’ho mandato quel vocale esclusivamente perché dentro di me ero estremamente confuso. E dicevo ‘Ma perché mi hai tradito? Perché? Perché mi scrivi questa roba? Hai bisogno di vendere due articoli più?’ Io la vedevo così”.
Poi c’è il dialogo tra i due. «La cosa che mi ha spinto è stato il messaggio e l’insulto alla mia professionalità». «Hai fatto bene». «Da persona non abituata a quelle offese sinceramente io le ho trovate denigranti e sono donna». Lui è dispiaciuto: «Io…Non so di che parliamo perché t’ho chiesto scusa dopo dieci secondi e ti chiedo scusa ancora oggi dopo una settimana, dieci giorni quello che sia». «Per me è finita, ti sto solo spiegando. Io ti dico che per me è passato tutto, si vede che sei proprio…Quindi capisco che hai capito l’errore. Basta». «Questo l’ho capito all’istante però purtroppo. Non ero nella condizione».
Ancora lei: «Lui ha capito che siamo stati male tutti, io e la moglie, io pure sono stata molto male, lui l’ha capito, ha ammesso tutto. Per me si risolve qui, ci siamo chiariti. Mi ha chiesto scusa, io accetto le scuse per me finisce qui la questione. Voglio essere chiara, mi dispiace pure per tua moglie che ci è finita di mezzo. Io so che stata male perché mi sono trovata improvvisamente sbattuta sui giornali». Rocco infine: «Quest’anno sono 30 anni di matrimonio e 15 anni fa le ho fatto questo giochino e quest’anno per festeggiare i 30 anni l’ho rifatto. Vedi?».