Bilanci nascosti, agevolazioni fiscali: il disastro delle opere di beneficenza del rapper. Le iniziative del cantante sotto la lente di ingrandimento
La beneficenza di Fedez è un flop, un disastro: è l’analisi del Messaggero, che ha fatto il punto sulla situazione del rapper in merito alle attività promosse proprio a scopo benefico. Emerge che il cantante abbia investito di tasca propria metà dei soldi poi andati in beneficenza. Quindi, sui 342mila euro raccolti nel 2022, denaro destinato a opere benefiche, 180mila li ha messi di tasca propria. Del restante, 10mila provenivano da erogazioni liberali, 139mila legati alla raccolta fondi attraverso sms solidale e 13mila da partner aziendale.
Vi erano “alcuni benefici fiscali” per chi donava: questo aspetto ha insospettito molto, facendo venire a galla una domanda in merito alla natura dell’operazione. Non è che dietro a tutto ciò ci sia più che altro l’esigenza di un ritorno di immagine? I ricavi della fondazione nata pochi anni fa, fondata con gli immancabili genitori, vengono destinati a tre progetti: Fondazione TOG, uno con il Comune di Roma e l’altro con la Croce Rossa Italiana.
Rispettivamente: la Fondazione che si prende cura dei bimbi affetti da gravi patologie neurologiche in regime di gratuità (130mila euro); il progetto statepark del Comune di Rozzano (130mila euro); il progetto per sostenere l’Ucraina con la Croce Rossa (62.586 euro). Sul sito della Fondazione Fedez si segnala un incremento di 130mila euro di sostegni rispetto allo scorso anno. Questo però senza alcun bilancio mostrato nel 2021, quindi fiducia sulla parola.
Un altro aspetto che incuriosisce i maligni è la sostanziale differenza economica tra i ricavi delle società di Fedez e i soldi a disposizione per la beneficenza: ci sarebbero molti zeri in meno. La curiosità preme soprattutto nel porre il focus sulle agevolazioni fiscali. A fare la donazione alla Fondazione è stato Fedez e non la holding Zedef. Questo, fiscalmente, significa recuperare 30mila euro sui 180mila donati, quindi avere poi minori tasse sul reddito.

Fedez, “un miliardario usa stratagemmi per pagare meno tasse?”
“Dall’imposta lorda si detrare un importo, pari al 35%, delle erogazioni in denaro o in natura – come si legge dall’articolo 83 del Codice del Terzo settore – effettuate a favore delle organizzazioni del volontariato”. L’osservazione finale del quotidiano romano punta a domandarsi se davvero “un miliardario” abbia bisogno di certi mezzi per recuperare in tasse il denaro devoluto. Cifre giustappunto irrisorie a fronte di un portafoglio bello gonfio. Dal sito Ipsoa, specializzato in materia fiscale, in merito alle erogazioni “che determinano le agevolazioni fiscali a favore dei donatori”, si legge che queste…
“…possono essere effettuate nei confronti degli Enti del Terzo Settore comprese le cooperative sociali (escluse le imprese sociali costituite in forma di società) per un importo complessivo in ciascun periodo d’imposta non superiore a 30.000 euro (soglia della misura rimasta invariata)”.