Sinner con la vittoria dell’Australian Open, bissata dal successo di Rotterdam si conferma la nuova star del tennis mondiale. Il 22enne, attualmente al numero 3 della classifica Atp, però, ha come grande obiettivo quello di giungere al primo posto, posizione mai raggiunta da nessun altro italiano prima. In uno dei pochi momenti di relax da un allenamento e l’altro, Jannik Sinner si è raccontato in un’intervista concessa a Vanity Fair.
L’obiettivo di diventare numero 1 al mondo
Dopo la doppia vittoria in Australia e in Olanda, Sinner è tornato a Sesto Pusteria, a far visita agli amati nonni. A tal proposito, Jannik Sinner prima di raccontarsi ha chiesto il massimo riserbo per i suoi familiari. “Voglio proteggere le persone che mi sono più vicine, tenendole fuori da tutto ciò. Lo vivo come un piccolo compito da svolgere, quasi un dovere: mi hanno aiutato ad acquisire sicurezza in me stesso, e oggi in qualche modo voglio tutelarle”. Poi il 22enne ha parlato del desiderio di diventare numero 1. “Il futuro non si può prevedere. Sicuramente è un sogno e stiamo lavorando per andarci il più vicino possibile. Tutte le partite che si vincono, non si vincono nel giorno in cui si disputano. Si vincono preparandosi per mesi, forse anni, lavorando per quella partita“.
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I sacrifici, l’amore e l’Italia: Jannik Sinner si racconta
Nel prosieguo dell’intervista Jannik Sinner ha raccontato anche il suo rapporto con i sacrifici, l’amore e l’Italia. “Ho tutto, non mi manca niente. Non sono mai stato in discoteca, non mi piace andare a dormire tardi. Preferisco giocare a carte con un amico. Ne ho pochi, ma veri. Mi conoscono da quando ero ragazzino e non gli importa di cosa ho vinto o di quanto sono famoso”. A tal proposito, torna a parlare anche del “No” a Sanremo: “Il 99 per cento delle volte dico di no, e il motivo è molto semplice: mi voglio concentrare sul tennis. Cerco di evitare le distrazioni”. Poi sull’amore: “Penso sia una bellissima cosa quando si trova un amore giusto”.
Al tennista, poi, viene domandato se un 12enne faccia bene ad avere Sinner come idolo: “Forse sì, perché so di trattare tutte le persone allo stesso modo. Sia se ho davanti il numero 1, sia se ho davanti chi pulisce gli spogliatoi”. Infine, Jannik Sinner termina il suo racconto di sé stesso spegnendo le polemiche sulla sua presunta poca italianità. “Sono italiano al 100% e sono molto orgoglioso di esserlo. A 7 anni facevo i campionati di sci coi ragazzini italiani, i miei compagni erano italiani. Poi scusate, noi parliamo il nostro dialetto tedesco, ma anche in Sicilia parlano un dialetto che nelle altre parti d’Italia non capiscono, no?”.
