Era il 1° giugno del 2011 quando la vita di Beppe Signori cambiava per sempre: “Sto tornando a Bologna da Roma dove ero andato a trovare i miei figli, mi chiama mia moglie Tina, mi dice agitata che sono venuti degli agenti a perquisire casa”

Nessuno ridarà indietro dieci anni di vita a Beppe Signori: l’arresto da innocente ha caratterizzato per sempre l’esistenza di uno dei più bei attaccanti che il calcio italiano ricordi. Tecnica, classe, umiltà, dedizione, bellezza estetica in campo: era un bomber che non sapeva di esserlo. Il calvario per l’ex calciatore è cominciato nel 2011, esattamente quando fu arrestato per truffa nell’inchiesta del calcioscommesse. Addirittura, proprio lui fu accusato di essere il presunto capo della banda. L’assoluzione è avvenuta nel 2021, solo tre anni fa. Qualche mese fa, l’ex centravanti di Lazio e Bologna, tra le altre, ha parlato della sofferenza di quei momenti, i più complicati della sua vita.

“Il momento più brutto è stato vedere negli occhi dei miei figli il cambiamento causato dalla sofferenza. All’epoca la più piccola aveva 16 anni e ha vissuto a Roma la tragedia, subendo lo stesso trattamento che è stato riservato al suo papà: dalle stelle alle stalle in un’ora”.

Quanto dolore, quante lacrime versate e quante parole inascoltate. L’assoluzione dopo dieci anni è una magra vittoria in confronto al male ingiusto subito. Chi risarcirà Beppe Signori? Oggi il ricordo è ancora amaro, probabilmente è indelebile:

“Sono stati quelli i giorni più duri. Poi ho pagato tutto nel 2019 quando ho avuto un grave problema fisico serio, dovuto anche a tutto lo stress accumulato in dieci anni, che non sono un momento”.

L’arresto, la forza di gridare la propria innocenza, il racconto del campione: “Non vedi mai la fine”

Anche se il dramma è passato, il ricordo è ancora fresco e il 2019 non rappresenta una data così lontana, anche se ormai parliamo di cinque anni fa. L’uscita dal tunnel sembrava impossibile:

“In una situazione così grave, lunga e complicata non vedi mai la fine. Ho vissuto di speranza ma ho cercato fino alla fine di far valere la verità rinunciando alla prescrizione e ho vinto perché il fatto non sussiste e di conseguenza sono soddisfatto”.

Combattente dentro e fuori dal campo, quelle di Signori sono parole giuste e doverose per un male pagato ingiustamente. Ma guai a tradurle come un “piangersi addosso”, perché la cosiddetta “lagna” non fa parte della sua indole. Se ne è uscito pulito, come era giusto che fosse, è anche grazie alla sua insistenza nel far valere le proprie ragioni. Ha vinto lui: “Non mi piango addosso: perde solo chi si arrende”.

In un’altra intervista meno recente, ma sempre risalente al dopo-assoluzione, raccontava al Corriere della Sera la propria incredulità nell’essere riconosciuto come “capo di una banda”. Fece un parallelismo:

“Io come Totò Riina? Solo che è provato che su 70mila intercettazioni o contatti io non abbia mai parlato con nessuno della banda. Come facevo? E senza sim segrete”.

Ironia della sorte, prima di questo arresto lui ha sempre pensato che chiunque finisse in manette in qualche modo lo meritasse. “Qualcosa deve aver fatto”, pensava. Insomma: non ha mai creduto a chi si professa innocente, dopo questa esperienza si è ritrovato proprio dalla parte di chi criticava.

“Sempre pensato ‘se li arrestano qualcosa avranno fatto’. Poi è successo a me: 1° giugno 2011, sto tornando a Bologna da Roma dove ero andato a trovare i miei figli, mi chiama mia moglie Tina, mi dice agitata che sono venuti degli agenti a perquisire casa. Due poliziotti mi avvicinano alla stazione Termini, non so perché. Inizia un incubo lungo 10 anni. Per un mix di cattiva sorte, superficialità, narcisismo mediatico. Condannato senza processo, non uscivo più di casa, provavo vergogna anche se non avevo fatto niente, tutte le volte che la tv ne parlava era come se mi tagliassero una gamba”.

Ricordi, fortunatamente. Ormai lontani. Oggi compie 56 anni: i migliori auguri ad un bellissimo centravanti che al momento farebbe comodissimo alla nostra Nazionale italiana di calcio.

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