L’estate del 2001 fu segnata anche da quella canzone, rimasta nella memoria di chiunque l’abbia ascoltata almeno una volta: che fine ha fatto Valeria Rossi?

Non potete averla dimenticata, perché quel tormentone estivo del 2001 ci è rimasto impresso nella mente ancora oggi: “Il successo fa parte del mio periodo di incoscienza”, dice Valeria Rossi, ormai anche già ex impiegata del Comune di Monza, ufficio anagrafe. Anche quell’esperienza forse le stava stretta? “È stata una bella esperienza che però ho chiuso – ha confessato pochi mesi fa al Corriere della Sera -. Ho una laurea in Giurisprudenza e una in Antropologia. Ad un certo punto durante la pandemia mi sono rimessa a studiare. Ho preparato il concorso, l’ho passato. Ci tengo a dire che nessuno sapeva chi fossi, al colloquio eravamo tutti mascherati”. Non ha avuto bisogno dell’autoreferenza per essere assunta.

Oggi il cerchio si chiude: “Dalla sala registrazioni… alla sala registrazioni”

Tuttavia, oggi le cose sono ulteriormente cambiate: “Ora ho deciso di fare altro, ho bisogno di sentirmi di aiuto agli altri. Ho frequentato i corsi alla scuola d’Agraria del parco, ho imparato a condurre un orto, poi mi sono diplomata e sono diventata progettista degli spazi verdi per il benessere. Credo molto nella connessione con la natura”. Valeria è passata dalla sala registrazioni alla serra di agrumi dei Chiaravalli, a Monza: collezionisti di agrumi storici. Qui ha deciso di comporre un database insieme al 28enne laureato Mattia, della famiglia Chiaravalli: il database sarà “un erbario musicale”. La voce degli agrumi viene raccolta attraverso l’utilizzo di “un semplice apparecchio in grado di registrare il potenziale elettrico di ogni pianta e di convertirlo in suono”.

Nel mezzo l’esperienza al Comune di Monza. Oggi sta provando a “scrivere canzoni, ma questa volta in modo corale”. Un cerchio che si sta chiudendo? Partire dalla musica per chiudere con la musica: “Con Mattia – Chiaravalli (ndr) – abbiamo proposto un progetto di alternanza scuola lavoro a due classi del liceo di Scienze sociali Porta di Monza, ma ci piacerebbe estenderlo ad altre realtà per fare di Monza ‘la città che canta’”. Allora in bocca al lupo per il nuovo progetto: “Di certo è un progetto in cui credo, il titolo racconta una generazione che ha iniziato a conoscersi adesso dopo aver vissuto le restrizioni della pandemia”. Pronti per il ritorno di Valeria Rossi?

La carriera e il marito Pietro Foresti

Sembrava destinata ad una carriera in totale ascesa avendo debuttato con il brano che l’ha segnata per tutta la carriera artistica. Scritto con Liliana Richter e Francesco Cabras, “Tre parole” divenne uno dei singoli più venduti dell’anno e ancora oggi su Spotify dice la sua. Il pezzo non entrò in gara a Sanremo, era più un brano per l’estate, infatti fu esibito al Festivalbar. Dopo cantò “Ricordatevi dei fiori”.

Nel tempo ha cantato altri singoli e ha pubblicato il disco Osservi l’aria (anagramma del suo nome), correva l’anno 2004. Valeria non è mai riuscita a replicare l’incredibile successo del brano del suo esordio. Un pezzo croce e delizia: si può essere più felici del fatto di esordire con una canzone che diventa il tormentone di un’intera Nazione? Eppure, come accade anche nel cinema quando un attore viene confinato ad un personaggio (seppur di estremo successo), il decollo della carriera potrebbe essere comunque vincolato.

Ma se nel mondo dello spettacolo non vale il detto “chi ben comincia è a metà dell’opera”, Valeria almeno ha avuto la possibilità di provarci e riprovarci. Nel 2014 tornò dopo qualche anno di oblio con la canzone ispirata a Peppa Pig e pubblicò un libro di ricette. L’anno seguente scrisse il libro “Tre parole dopo”, con le riflessioni personali sul successo del famoso tormentone estivo. Nel 2018 l’abbiamo rivista a Ora o mai più, format condotto da Amadues per rispolverare la carriera di chi ha vissuto il grande successo nel passato.

Valeria ha partecipato insieme ad Orietta Berti, che la difese duramente da Marcella Bella. Si presentò con un nuovo brano: “La gente non parla”. Ma il successo di Tre parole non è rimasto solo nella memoria di tutti, ha lasciato in eredità un amore speciale, quello per il marito Pietro Foresti: “Si laureava in musicologia con una tesi proprio su questa canzone e quindi mi contattò per parlarmene e per avere consigli e pareri. E ci siamo innamorati”

Continua a leggere su Chronist.it