Il numero uno al mondo Novak Djokovic ha fatto i complimenti al collega Jannik Sinner, dicendosi scioccato per la sconfitta contro l’italiano. E durante il match avrebbe anche urlato al suo team parole in italiano
Novak Djokovic, numero uno al mondo di tennis, è rimasto scioccato dal suo livello di gioco e da come il talento italiano Jannik Sinner lo abbia “cancellato dal campo” nella partita di questa notte in semifinale degli Australian Open. In conferenza stampa, infatti, il campione serbo era piuttosto deluso. “Prima di tutto congratulazioni a Jannik per aver giocato un grande match e un grande torneo fin qui. È meritatamente in finale. Oggi mi ha cancellato dal campo. Invece per quanto mi riguarda sono scioccato dal mio livello di gioco. Nei primi due set non ho praticamente fatto nulla. È uno dei peggiori match a livello Slam che ho giocato. Non è una bella sensazione, ma complimenti a Jannik per aver fatto tutto meglio di me.”
“Ci ho provato.” Ha continuato in conferenza stampa. “Ho lottato, nel terzo set ho fatto salire il mio livello, salvando un match-point e giocando un buon tie-break. Ma nel quarto di nuovo ho giocato un pessimo game perdendo il servizio dal 40-0, giocando anche controvento.”
Ma a destare interesse, oltre alla meritata vittoria del giovane tennista italiano, è stato un siparietto con protagonista sempre il numero uno serbo. Djokovic, nel terzo set, frangente cruciale del match, sbagliando una risposta, con la complicità di un portentoso servizio di Jannik, ha scaricato tutto il suo nervosismo urlando al suo team uno sfogo. Tornato in posizione verso il suo angolo, infatti, Nole ha urlato in italiano qualcosa che è sembrata abbastanza chiara. Il labiale diceva: “Non so cosa ho fatto e cosa devo fare, ca**o.”
Un messaggio colto soprattutto da Marco Panichi, preparatore atletico del campione serbo, che gli ha consigliato, mimando, un colpo dritto. Suggerendogli di colpire la palla più avanti. Consiglio non proprio fortunato quello del preparatore italiano, visto che Djokovic ha proseguito con un gioco a cui, sinceramente, non siamo affatto abituati, quando si parla di uno come lui.
Insomma un perfetto fermo immagine di una delle giornate, a detta sua, più deludenti per lui degli ultimi anni. Contro un Jannik Sinner, onestamente, devastante.
