Il punto della situazione del noto social media manager Riccardo Pirrone: “Il modello Ferragni non esiste più”, ecco perché
Il modello Ferragni non esiste più, “è morto”: d’altronde, chi ne sa di più di Riccardo Pirrone in quanto a comunicazione social? Guru di Taffo, presidente dell’Associazione Nazionale Social Media Manager, si è espresso in merito alla nuova e ultima tattica adottata dall’influencer, che oltretutto in queste ore ha riaperto alla possibilità di commentare sulla sua pagina di Instagram. Le aziende non si espongono più nel sponsorizzare i suoi prodotti, “rischiando di essere travolte da shitstorm”. Quello che è noto è che l’influencer sta procedendo progressivamente, non ha optato per un ritorno di fiamma. Ogni giorno c’è una novità, introdotte con espedienti.
“Ha fatto vari passaggi: prima il video di scuse, con l’errore di comunicazione palesato. Poi un momento di silenzio e successivamente le stories su Instagram con i figli, per tornare alla normalità (ma senza post, perché si aspettavano tutta una serie di commenti negativi). Dopo i post senza commenti e ora con i commenti filtrati, dove possono commentare solo i suoi amici. Quindi solo quelli che segue lei, quindi in questo modo i commenti sono di persone che chiaramente le vogliono bene. Sono di amici o comunque persone che le gravitano attorno“.
Niente di male, se non il fatto che quella di sbloccare i commenti è “una tattica per tornare un po’ alla normalità. Molte persone stanno proprio aspettando il suo comeback per commentare negativamente”. L’influencer starebbe seguendo alcune “strategie”, indirizzata dalla Task Force (“che ho chiamato ‘Task Forse’) che si sta dedicando “sotto questo profilo”. Tuttavia, “sul contenuto non vedo grandi passi avanti rispetto a prima. Sta cercando di fare gli stessi contenuti che faceva prima. Quindi foto coi figli, che si pettina o che si mette il vestitino. Ma rispetto a prima hanno un altro sapore, perché c’è quel retrogusto di una storia un po’ negativa. E quindi non le guardi con gli stessi occhi”.
Come uscirne? C’è ancora margine? “Meglio come influencer che come imprenditrice”
Potrebbe essere il preludio del cosiddetto “viale del tramonto” o c’è qualcosa che potrebbe fare ancora? “Oltre a queste tecniche, puramente social, deve ripensare anche i contenuti. C’è da rivedere un po’ tutta la sua linea editoriale. Non tornerà mai più niente come prima, perché è un personaggio che vive della sua figura e che vive di sponsorizzazioni”. E poi tornare non è solo a discrezione personale, ci vogliono le aziende pronte a promuovere e oggi è “complesso” pensare che un’azienda “spenda tutti quei soldi per fare delle collaborazioni con lei, richieste molto alte anche ad altri personaggi del suo calibro. Le aziende ora non si azzarderebbero più a sponsorizzare un contenuto con lei, rischiando di essere travolte da shitstorm. Se non cambia un po’ il personaggio, rimane tutto molto statico e non credo che ci sia un vero recupero”.
In un altro intervento recente, il genio di Taffo ha suggerito di proporre una versione autoironica di sé stessa, magari promuovendo magliette con su scritto “sono una truffatrice”.
“Le faccio un esempio. Tananai è stato accusato di grassofobia, ne è nata una piccola shtistorm. Allora ha fatto delle nuove stories su Ig mettendosi dei baffi finti e scrivendo “Baffo-fobia”, cercando di cavalcare questi indignatos compulsivi e quindi giocando ancora di più su quello di cui era stato accusato. Quindi non ha fatto video di scuse o post comunicati dove si scusava”.
Poi la domanda più importante: è davvero finita? Strategicamente morta? “Non ce la ricorderemo per la sua capacità di fare moda, è più brava a fare l’influencer”, ha osservato Riccardo Pirrone. “Perché fare contenuti tutti i giorni non è semplice, anche se i contenuti sono semplici e diciamo anche dimenticabili. Più brava come influencer che come imprenditrice digitale”. Oggi ha riaperto i commenti ai follower, che sono sempre più in calo.
“Non è importante. Sembra che molti dei suoi follower siano inattivi ed è per questo che l’engagement più basso di Fedez, perché ha tanti follower ma molti non interagiscono o sembrerebbero fake. Il problema della Ferragni è proprio la Brand reputation. Anche la donazione che ha fatto durante quel video dicendo di dare un milione di euro non ha funzionato, perché quel milione di euro lei l’ha donato prendendo quanto ottenuto dalla sponsorizzazioni dei quei pandori. E soprattutto le persone hanno commentato con “molto spontanea questa donazione”. Non credono a questi gesti postumi, cioè sono cose che non si possono davvero recuperare. C’è bisogno di un cambio di comunicazione”.