Il filmato finisce su TikTok: una cameriera ha perso la pazienza e si è licenziata. “Tavoli sporchi, titolare in carcere, poco staff e tutti stranieri con difficoltà nella lingua”
Una storia da film, anzi “da serie tv”, come le hanno scritto tra i commenti del filmato di TikTok (“The Bear”, per l’esattezza), per la quale la cameriera in questione ha fornito delle spiegazioni: “Ho avuto un esaurimento nervoso”. Non è semplice, ci sono molti antefatti e non a caso il video del chiarimento dura quasi sette minuti. “Non tornerò mai più! Me ne vado!”, tuona nel filmato che vedete qui di lato. Sono urla miste a “risate isteriche”, come specificato nella clip di chiarimento. Come si è potuti arrivare a tutto ciò?
“Lavoravamo in un ristorante coreano, ho avuto un esaurimento nervoso”: la ricostruzione
“Tutto lo staff si è licenziato, nel caso ve lo steste chiedendo!”, tuona nel filmato. “Lavoravamo in un ristorante coreano, ma in cucina parlano solo spagnolo. In totale, avevamo solo una cameriera e un’assistente”. Non proprio il preludio di una giornata professionale da sogno. “Venerdì, quando arrivo al locale, non c’è nessuno e penso che sarà una giornata di magra ma no, il nostro capo era in galera”. Non sapevano cosa fare, presi dal panico dei tanti clienti accorsi nel locale: “Ci dicono che ci sono i nuovi proprietari e di iniziare a preparare per l’apertura, anche se manca la carne, i broccoli, insomma quasi tutto”. In poche parole: niente cibo, tanti clienti, tanta confusione, poco personale e con difficoltà di comunicazione tra lo staff e, soprattutto, l’incertezza della nuova gestione.
Ma se pensate che sia abbastanza, non sapete ancora il resto della storia. Il nuovo proprietario è l’ex marito della sorella del vecchio capo, quello che si trova in prigione. Quando la donna si è recata nel ristorante il sabato per lasciare i bambini nel locale mentre sarebbe andata a riprendere il familiare in galera, è cominciata una brutale lite tra lei e l’ex marito. La donna avrebbe persino puntato un coltello all’ex consorte. “C’era un cliente seduto al tavolo, con i due figli, si è alzato e si è messo a gridare, poi è uscito di corsa e ha chiamato la polizia, ma lei se n’è andata prima che arrivasse”. In quel momento, molte persone dello staff, imbarazzate, hanno scelto di licenziarsi.
E, alla fine, anche la cameriera ha issato la cosiddetta bandiera bianca, sfogandosi nel modo più plateale possibile. In realtà, ha resistito sino al lunedì successivo, poi ha sbottato. Il personale era sempre minore e non veniva rimpiazzato, mentre i proprietari, in tutto ciò, “non facevano altro che fare entrare clienti per guadagnare”. La mancata comunicazione fluida con il resto dello staff, in particolar modo con gli chef in cucina, ha fatto capitolare la situazione. “I tavoli erano sporchi, clienti su clienti che si accomodavano, non ci ho capito più niente”.