Un traghetto della Laziomar che collega Formia a Ponza, nella manovra di attracco, ha rischiato di ribaltarsi creando il panico tra i passeggeri e il ribaltamento di automezzi nella stiva

Attimi di terrore per i passeggeri di un traghetto che collega Formia all’isola di Ponza e che rischiava seriamente di ribaltarsi per le onde e il forte vento di Levante. La motonave Quirino della Laziomar, infatti, ha avuto enormi problemi nella manovra di attracco a causa di onde alte 8 metri che hanno fatto perdere la stabilità al traghetto che, in diverse occasioni, ha rischiato di ribaltarsi causando una tragedia. All’interno della motonave c’erano 120 passeggeri, di cui nessuno fortunatamente è rimasto ferito.

Alcuni hanno avuto malori per le condizioni estreme del mare e per la forte paura. I disagi più grandi, tuttavia, si sono verificati nella stiva, dove molte autovetture sono finite una sull’altra. E un autotreno si è ribaltato con il carico fuoriuscito che ha danneggiato un furgone accanto e altre auto.

La rabbia del sindaco di Ponza

Il sindaco di Ponza, Francesco Ambrosino, ha commentato l’accaduto. “Ad un anno esatto da quella traversata epica della motonave Tetide che ha fatto il giro del mondo e che ha evidenziato quanto pericoloso sia il porto di Ponza, è successo nuovamente con la M/N Quirino. Oggi entrando in porto con un po’ di mare di levante ha sbandato arrecando seri danni agli automezzi. E ha fortemente spaventato i passeggeri a bordo. Purtroppo questo è solo l’ultimo in ordine di tempo degli episodi che ci vedono tristemente protagonisti di questi disagi che noi residenti siamo costretti a vivere. Non possiamo più attendere, c’è il serio rischio che accada una tragedia. Ponza deve avere un porto sicuro ed anche la flotta delle navi e degli aliscafi deve essere rimodernata.”

Poi conclude. “Non è possibile continuare a viaggiare con navi di 50 anni e avere un porto reso tale dai Borbone oltre 350 anni fa. Basta giustificazioni, la Regione e il Ministero si assumano le loro responsabilità forti anche della recente modifica dell’art. 119 della Costituzione noi isolani dobbiamo pretendere i nostri diritti. Da oggi chi vuole bene all’isola ce lo dimostri con i fatti.”

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