Arriva la lezione di Dolce & Gabbana: i due stilisti, pur non facendo mai nomi, lanciano stilettate a Chiara Ferragni e al mondo dei social in generale
Un commento pungente, chiaro e preciso, con un destinatario vago, anche se di questi tempi sembra avere un nome e un cognome palesi e sono quelli di Chiara Ferragni: Dolce & Gabbana attaccano gli influencer. Quando c’è di mezzo la qualità, “gli influencer, in automatico, vanno a cadere”. Nessun riferimento specifico, certo, ma ci tengono a ribadire che loro due sono stati “gli unici a non lavorare con gli influencer”. C’è stata una collaborazione, che non ha mai superato la passerella: “Li abbiamo fatti sfilare”. Questo sì, ma con una precisazione: “Non abbiamo mai pagato nessuno”.
L’attacco al mondo degli influencer: “Oggi bisogna tornare alla qualità”
Se il riferimento non c’è mai, stavolta non è stato neanche forzatamente celato: “Si commentano da soli e da tanto – hanno proseguito nel rapido intervento -, non è una novità ora che è uscita questa bomba”. L’invito è quello di “tornare alla qualità”, messaggio del quale ne vogliono essere i promotori e un chiaro punto di riferimento. Ecco perché i due stilisti rimarcano che “da un anno e mezzo abbiamo cambiato registro, siamo tornati a lavorare con maestri come Meisel e Klein e alcune modelle”. Chi è appassionato di moda, non può non apprezzare le figure citate: “Chi più di loro può esprimere questo concetto? Il fotografo, come il giornalista, fa un mestiere per cui ha studiato, ha una cultura, si può avere un dialogo alla pari”.
Mentre un influencer “di 20 anni”, pur senza “colpa”, non ha “cultura”, e, “con tutto il rispetto, il suo è un lavoro diverso, oggi bisogna tornare alla qualità, che è anche amore, perché la carezza di un padre non ha il valore di un like”. Una lezione di vita che i due stilisti sentono di dover dare a tutto il mondo dei social:
“In questi anni ci siamo tutti ubriacati con la comunicazione globale, oggi tutti parliamo di tutto, dalla medicina alla moda, dalla scienza alla cultura, ma per farlo bisogna aver studiato, altrimenti cosa esisterebbero a fare le università? Dobbiamo dar voce in tutti i settori a chi ha competenze, è arrivato il momento in cui siamo tutti stanchi, dobbiamo trovare una soluzione per migliorare. Dicono che la bellezza salverà il mondo e noi ci crediamo”.
