L’extra per i posti vicini è stato pagato “inutilmente”: il racconto della coppia diventa virale e anche gli utenti del web si infuriano
“Io e il mio ragazzo avevamo pagato in anticipo per scegliere i posti e sederci uno accanto all’altro”, vicini vicini, come direbbe qualcuno: l’hostess dell’aereo in cui stavano viaggiando, però, ha deciso di dividerli nonostante avessero pagato un extra per questa ragione. “Una volta saliti sull’aereo, abbiamo capito che qualcosa non andasse”. Già, perché in uno di quei due posti prenotati, con tanto di extra pagato, era occupato da un altro passeggero.
Kiran e il suo compagno stavano rientrando a New York dopo una vacanza in India. Un volo di molte ore, quindi la loro richiesta assumeva ancora più valore e importanza, alla luce anche di un esborso di denaro più corposo. Pare però che la donna seduta ad uno dei due posti a loro riservati avesse chiesto un cambio agli assistenti di volo. Sarebbe stato l’unico modo per poter stare accanto al figlio piccolo, “seduto nella mia fila”. Quando è stata posta la domanda all’hostess, questa ha effettuato il “change” senza consultare Kiran e il compagno.
Cosa dice la legge in casi simili
Quando ha chiesto spiegazioni, la donna protagonista dello sfogo si è sentita rispondere che non poteva fare altrimenti “per legge”. Infatti, secondo quanto si legge dal sito del Dipartimento dei Trasporti degli USA, le compagnie aeree devono assicurarsi che i minori al di sotto dei 13 anni viaggino al fianco di almeno un genitore. “Una madre o un padre che acquistano un biglietto aereo per la propria famiglia devono ricevere dalla compagnia aerea la garanzia di far sedere insieme padre/madre e bambino senza pagare spese – si legge testualmente -, e senza dover chiedere agli altri passeggeri di cedere il proprio posto in modo che genitore e figlio possano sedersi insieme”.
Tuttavia, Kiran ha storto il naso dinanzi al fatto che in realtà il minore in questione era già seduto accanto al papà e poi sarebbe stato spostato per stare vicino alla mamma, seduta in un’altra fila. Alla fine si è passati dalla rabbia alla delusione: “Non è stata colpa di questa famiglia e del loro figlio – ha concluso una comprensiva Kiran -. Li capisco, volevano sedersi insieme, ovviamente. Il fatto è che nessuno mi ha chiesto se volevo cambiare posto oppure no. E io avevo pagato extra per stare accanto al mio ragazzo”. Altra delusione: “Quando ho fatto presente la cosa, mi hanno ignorata tutti”.
