Appena giunta la notizia, Chiara Ferragni è uscita allo scoperto, mostrando coraggio e fiducia: “Sono serena, mi turba la strumentalizzazione piuttosto”

Adesso che la Ferragni è indagata per truffa aggravata nell’ambito dell’indagine sul pandoro Pink Christmas condotta dalla Procura di Milano, cosa rischia davvero l’influencer? “Sono serena”, è stata intanto la sua reazione a caldo. Il procuratore aggiunto Eugenio Fusco ha deciso di iscrivere nel temuto registro anche Alessandra Balocco. “Ho sempre agito in buona fede e sono certa che ciò emergerà dalle indagini in corso”, ha aggiunto l’imprenditrice, spiegando i motivi della sua “serenità”. “Ho piena fiducia nell’attività della magistratura e, con i miei legali, mi sono messa subito a disposizione per collaborare e chiarire ogni dettaglio di quanto accaduto nel più breve tempo possibile”.

Ostenta sicurezza Chiara Ferragni, mostra le spalle larghe e, a livello di comunicazione, dà l’impressione di essere un leone solo ferito, ma ancora raggiante, pronto a far valere le proprie ragioni. Ha scelto la via del coraggio, smorzando il silenzio di queste settimane. Ora che l’iscrizione nel temuto registro è ufficiale, Chiara può parlare. A parte il coraggio mostrato, ha voluto anche lanciare una frecciatina nei confronti dei media, rei della gogna mediatica alla quale è sottoposta da settimane: “Sono, invece, profondamente turbata per la strumentalizzazione che una parte dei media sta realizzando – ha concluso -, anche diffondendo notizie oggettivamente non rispondenti al vero”.

Cosa succederà ora e cosa rischia Chiara Ferragni?

Attesa in procura a Milano, il prossimo passo di Chiara Ferragni sarà quello di essere ascoltata in merito all’indagine che la vede coinvolta in prima persona nello scandalo dei pandori Balocco Pink Christmas ‘griffati’ dall’influencer. Già multate dall’Antitrust per un milione di euro, lei, e 400mila euro, l’azienda, la madrina dei social e Alessandra Balocco dovranno motivare l’equivoco sul quale avrebbero “marciato” al tempo della promozione del tradizionale dolce natalizio. Il prezzo del pandoro era di 9 euro, con i quali si faceva intendere che si sarebbe sostenuta la struttura ospedaliera del Regina Margherita di Torino.

Chiara e il suo staff dovranno rispondere di tutto ciò, per snocciolare i dettagli dell’accordo siglato con l’azienda Balocco a novembre del 2021. Inizialmente accantonata, torna prepotentemente oggi l’ipotesi della truffa. Non sarà sicuramente semplice stabilire e dimostrare dove si sia manifestato il profitto ingiusto, quindi “dove il profitto, ovvero dove sono arrivati i soldi, è avvenuto”, come affermano fonti affini alla procura di Milano. La truffa è procedibile con querela, che al momento non è stata mossa.

Ciò che risulta ad ora è un esposto del Codacons, che tuttavia non dà il via alla procura di proseguire essendo persona giuridica. Ma non è necessario che almeno un consumatore quereli nel caso in cui venisse contestata la truffa aggravata dalla “minorata difesa”, quindi compiuta per mezzo dell’utilizzo dei social. A livello legale, secondo il comma 2 dell’art. 640 del Codice Penale, l’influencer rischierebbe la reclusione da uno a cinque anni e una multa da 309 a 1.549 euro. In caso di aggravante, la pena è maggiore.

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