“Il primo pensiero è che Luca non se n’è mai andato, è sempre qui con me, con noi. Le persone come lui non possono mai andare via. Rimangono per sempre. Luca rimane per sempre. Impossibile non pensarci. Abbiamo vissuto talmente tanti anni insieme, soprattutto gli ultimi, che è sempre nella mia mente. C’è sempre qualcuno o qualcosa che me lo ricorda. Quando ho preso la decisione di lasciare la Nazionale italiana e accettare la proposta di allenare quella saudita, sarei stato curioso di sapere quale sarebbe stata la sua reazione, il suo pensiero, il suo consiglio. ‘Bomber, cosa devo fare?

Qui la situazione si sta un po’ ingarbugliando, non è più come prima, mi si è presentata questa possibilità, devo fare un cambio di vita professionale importante. Cosa ne pensi? Vado o non vado, o meglio, andiamo o no?’, gli avrei chiesto. Lui mi avrebbe risposto: ‘Roby, pensiamoci un attimo per bene, perché comunque cambi totalmente la tua vita, è un calcio diverso, una situazione diversa. Rifletti’. Io sono sempre stato l’impulsivo dei due. Per questo eravamo perfetti insieme. Lo avrei portato con me in Arabia, senza alcuna ombra di dubbio. Se avessimo deciso insieme di fare questa esperienza, lui sarebbe stato accanto a me. Mi è mancato tanto il consiglio di Luca.

Quando mi chiamarono per allenare la Nazionale nel 2018, la prima persona che ho chiamato è stato lui. Per me questa è l’amicizia. Un amico vero non hai bisogno di vederlo o sentirlo sempre, ma nei momenti importanti è la prima persona che chiami. Luca un anno fa ha fatto un bello scherzo un po’ a tutti. Lui è così, ama gli scherzi, è sempre allegro, brillante. Una persona straordinaria. È una delle persone più simpatiche che io abbia mai conosciuto. Per me Luca non se n’è andato. Quando penso, parlo o scrivo di lui, esiste solo il presente”.

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