Ha prestato la propria auto al suo amico mentre era in viaggio in Cina: al ritorno la spiacevole sorpresa. L’episodio a Mestre
Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, verrebbe da dire: un uomo ha prestato la propria auto al suo amico per ben 8 mesi, mentre si trovava in Cina, ma al ritorno si è accorto di aver preso ben 115 multe per un totale di 15mila euro. L’episodio è accaduto nel Nord Italia, esattamente al centro di Mestre, dove sarebbero avvenute le infrazioni. Il 33enne intestatario dell’auto dovrà far fronte a molte beghe e a spese enormi, decisamente non previste. Quando la “vittima” di questa storia si è vista alle strette, avendo compreso di non poterne più uscire, si è rivolta all’associazione consumatori di Mestre, Adico.
Come ha fatto l’amico ad accumulare 15mila euro di multe? La Ztl a Mestre
Da quanto emerso, dunque, l’amico sarebbe arrivato a “collezionare” una media di una multa ogni due giorni, per un totale di circa 14 mensili e 115 in 8 mesi. Il cittadino che dovrà sborsare il denaro, intestatario del veicolo, è un uomo di origini cinesi: il suo non era un viaggio di hobby, era tornato a casa per stare con i propri cari. Aveva fatto il favore al suo amico di lasciargli la propria auto, mai avrebbe pensato di ritrovarsi così tanto nei guai. Secondo l’Adico, l’associazione alla quale l’uomo si è rivolto, le multe sarebbero state recapitate nella casa in cui vive con altre persone. Quindi, quando arrivavano le raccomandate e le firmavano i coinquilini.
“I coinquilini hanno firmato in sua vece le raccomandate consegnate dal postino, mentre in casa si accumulavano anche gli ‘scontrini’ che indicano la presenza di una comunicazione quando nessuno risponde a casa”. Lo scorso 27 novembre, quando il cittadino di origini orientali è tornato in Italia, ha fatto la spiacevole scoperta. Pare che l’uomo al quale era stata prestata l’auto avesse invaso ripetutamente la Ztl del varco elettronico di via San Rocco, una delle poche rimaste attive nel centro città.
Come si può rimediare? “Si spera nella magnanimità del Comune”
Il presidente Adico, Carlo Garofolini, collega la vicenda ad un’altra, “cioè a quando arrivavano nei nostri uffici automobilisti con pile di multe e la disperazione dipinta sul volto. Non sappiamo se ci sia qualcuno che a quel tempo abbia accumulato più di 115 multe, però allora esistevano spesso gli estremi per contestarle, soprattutto in relazione a una cartellonistica non adeguata e a una informazione carente”. Stavolta, però, c’è qualche differenza: “In questo caso, pur continuando a esserci quella dicitura di “varco attivo” che resta assolutamente ingannevole, non troviamo valide ragioni per chiedere l’annullamento parziale o totale delle sanzioni. E, a prima vista, è anche impossibile contestare un difetto di notifica delle raccomandate”.
L’ultima possibilità di venirne fuori senza troppi danni sarebbe quella di sperare nelle magnanimità della polizia municipale e del comune veneto: “Lanciamo un appello affinché valutino le particolari circostanze che hanno maturato questo salasso e le insormontabili difficoltà di onorare il debito – concludono dall’Adico -. Speriamo che ci sia qualche stratagemma per venire loro incontro senza rovinargli la vita per una infrazione stradale che è a tutti gli effetti banale”.