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Crociera respinta al porto per tre cozze attaccate allo scafo: il caso

Crociera respinta al porto per tre cozze attaccate allo scafo il caso nei dettagli

Crociera respinta al porto per tre cozze attaccate allo scafo il caso e come è andata

L’incubo di centinaia di passeggeri della P&O, che si sono ribellati alla disorganizzazione attraverso i media: la crociera è in alto mare a causa di tre cozze

Doveva essere una crociera rilassante quella P&O, i passeggeri erano pronti a sbarcare in Nuova Zelanda prima che la nave venisse respinta al porto a causa di “tre cozze” attaccate allo scafo. Come è possibile tutto ciò? A riportare la notizia per primo è stato il The Guardian, che ha specificato come l’imbarcazione fosse attesa in alcuni porti del Paese dopo la partenza da Sydney di lunedì scorso. Invece, ci sono state centinaia di passeggeri bloccati e in attesa di notizie.

Perché la nave non può attraccare e viene respinta?

La Pacific Adventure non può attraccare in terra neozelandese per via di alcune rigide leggi sulla biosicurezza. Le tre cozze attaccate allo scafo della nave sono ritenute appartenenti a “specie invasive”. I sub sul posto avrebbero dovuto provvedere alla rimozione di tre giovani mitili e un Lace Coral, ma non vi erano le condizioni necessarie per l’immersione. Secondo quanto riferito dal comissario regionale settentrionale del Paese, Mike Inglis, vi erano “livelli preoccupati di biofuling” sulla nave. “Le nostre regole di biosicurezza sono in atto per proteggerci da parassiti come la caupera esotica, che possono avere un impatto sull’ambiente della Nuova Zelanda, sugli ecosistemi marini unici, sull’industria dell’acquacoltura e sull’economia”.

Le proteste dei passeggeri: “A mai più”

Da quanto analizzato dalle immagini inviate dagli operatori a bordo, vi erano “organismi ad alto rischio”, in grado di rappresentare giustappunto “un rischio per la Nuova Zelanda”. Lo sarebbe stato “se la nave avesse navigato nelle nostre acque”. La disavventura ha costretto i passeggeri a restare in mare per tantissimo tempo. Come dichiarato da uno di loro al quotidiano britannico, “i kit per i malati stanno andando via rapidamente”. Le lamentele sono aspre e pungenti: “Mia moglie ed io siamo in questa crociera scadente verso il nulla, molto deludente, non viaggeremo mai più con P&O”.

La compagnia aveva offerto ai passeggeri la possibilità di poter usufruire di un bonus futuro con sconto del 50% per le successive crociere. Ma questa decisione non ha fatto altro che scatenare altre proteste. Alla fine la P&O ha proposto un rimborso di 300 dollari australiani, l’equivalente di circa 200 dollari. “Abbiamo ascoltato il feedback dei nostri ospiti e comprendiamo che non tutti desiderano viaggiare di nuovo con noi”, ha detto un portavoce. “Ancora una volta, ci scusiamo per il cambiamento di itinerario e ringraziamo i nostri ospiti per la loro pazienza e comprensione”.

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