L’ennesimo disservizio ha mandato su tutte le furie un gruppo di persone che erano sulla banchina della stazione ad attendere quel treno che non arrivava mai. La vasta folla ha cercato di identificare un responsabile dei ritardi sulla linea Metromare, l’ex Roma-Lido. Quando qualcuno ha deciso di rendere protagonista del disservizio il pover’uomo capostazione, è cominciato il “finimondo”. A raccontare tutto ci ha pensato lui stesso, al Corriere della Sera: “Mi hanno urlato che rubo lo stipendio, erano in tantissimi e ho avuto paura”.

Una folla inferocita che gli si scagliava contro, credeva di vivere gli ultimi istanti della propria vita: “È iniziato tutto quando hanno capito che il treno non sarebbe partito, mi hanno urlato contro. Poi mi hanno aggredito”. Ingiurie, che accompagnavano il pestaggio: “Fate schifo, dovete essere tutti licenziati”. I viaggiatori si sono uniti nella stazione San Paolo per aggredire l’operazione: “Mi occupo di gestire la stazione quando il capostazione non c’è, sono un operatore di stazione – ha spiegato al Corriere – Quando mi hanno chiesti dei ritardi ho spiegato che si rischiava la chiusura per gli allagamenti ad Ostia. Oltre agli insulti, in breve tempo hanno iniziato tirare pugni contro la vetrata. Una collega si è chiusa dentro e ha chiamato la polizia, io sono rimasto fuori”.

Pare che ad assalirlo siano stati almeno 30 persone, “forse 50”, comunica l’uomo. Alla fine è caduto a terra e proprio in quel momento i passanti hanno filmato la scena, come vedete dal video qui sopra: “Ho avuto paura che potessero prendermi a calci, ero all’altezza dei loro piedi, mi hanno sputato addosso”. I ricordi non sono limpidissimi, data la foga del momento. L’uomo è stato soccorso dopo l’arrivo di una guardia giurata, che ha lanciato l’allarme. Poi è stato trasportato in codice arancione al San Camillo di Roma, con una prognosi di cinque giorni. Il caso fa porre un quesito automatico alla vittima di questa storia: “A cosa serve una sola guardia giurata in una stazione che può avere anche 2.000 persone in banchina?”.

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