Lui è il mitico “Soldatino Di Livio”, un nome, una garanzia. Incubo degli avversari, giocatore di fascia a tutto campo, fa parte della vecchia guardia. “Sono deluso da questi ragazzi e da una generazione attuale fatta di bimbi viziati”, ha sentenziato in un intervento da commentatore tecnico e opinionista, ruolo che oggi ricopre. “Sono dei bimbi m*nchia”, ha detto senza mezzi termini.
Chiaramente il Soldatino Di Livio si rifà allo scandalo che sta investendo il mondo del calcio, quello relativo al calcio scommesse, anche se poi la notizia della rissa dell’under 21 azzurra nella giornata di ieri non ha fatto altro che gettare ancora più fango sulla situazione sportiva della Penisola.
“Non uso il termine bimbi a caso – ha proseguito per il sito Cityrumors -, perché solo i bambini possono permettersi di fare delle cose senza sapere le conseguenze. Ma loro le fanno perché imparano. Questi non sono bambini, sanno bene quello che fanno e sanno altrettanto bene che se lo fanno sbagliano”.
Il problema alla radice è un altro, non ci sono attenuanti: “Ma per favore… sanno che c’è un divieto e che non possono fare certe cose. Sanno perfettamente che ci sono dei comandamenti e delle regole. E soprattutto sanno che sono da esempio. E cosa fanno? Scommettono sulle gare. La punizione gli va data sicuramente. E verranno puniti e non giocheranno per un po’ a causa di una squalifica. Devono assolutamente capire che hanno fatto un grave errore
Gli viene fatto notare che forse non ci sono più “i Di Livio di una volta”, e che mancano “giocatori esperti che vigilano”. Angelo replica: “Non è tanto questo, perché non è che uno può stare a seguirli col bastone e dargli ogni volta una bastonata. Loro per primi già sanno bene cosa è sbagliato e cosa si può fare o meno. Devono sapersi gestire altrimenti diventa impossibile seguirli”.