Durante l’abbattimento di due tigli e del nespolo di piazzale Baiamonti a Milano, c’erano alcuni cittadini del capoluogo lombardo a protestare contro la decisione comunale. All’esterno dei cantieri si sono radunate decine di persone per far valere le proprie ragioni, e tra loro c’era anche Giovanni Storti, il popolare attore del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo. Non scopriamo di certo oggi la vicinanza di Storti a certi temi legati all’ambiente e alla natura: la protesta dell’attore si spinge anche oltre, lo vediamo nel video. Fa per arrampicarsi alla cancellata che divide separa il cantiere dalla strada pubblica, come a voler raggiungere gli operai in azione e fermarli. Non supera il muro divisore, ci sono dei poliziotti attorno che lo tengono dalle gambe e lo fermano.
L’attore si ribellava ad una decisione già presa da parte del Comune, e per la quale nessun tavolo di discussione è stato possibile: ovvero quella di realizzare il Museo nazionale della Resistenza, e proprio nel piazzale dove sono stati abbattuti gli alberi questa mattina a Milano. La vegetazione rimossa non avrebbe infastidito i lavori, erano all’esterno del progetto dell’edificio. Nonostante questo, i tigli sono stati abbattuti. E nonostante le promesse del sindaco Giuseppe Sala, che sembrava davvero tenerci alla vita del glicine di quasi 80 anni, che sorgeva proprio nel piazzale meneghino.
Tra gli apelli del mondo dello spettacolo che hanno provato a sensibilizzare sul tema, ci sono stati anche quelli accorati di Fabio Volo, che per settimane ha cercato di porre l’accento sulla questione, ma con pochi risultati a quanto pare. Nessun confronto con il Comune di Milano è stato possibile, sebbene le continue sollecitazioni. Il comitato di cittadini Baiamonte Verde comune scrive su Facebook: “Non abbiamo potuto difendere quegli alberi perché ci sono leggi e regolamenti che ci impediscono di fare da scudo alle seghe che li hanno tagliati in pochi minuti. (…) Il glicine è stato seriamente compromesso dal taglio dei ‘figli’ e poi dallo strappo di tutta la chioma presente disattendendo quanto previsto dalle leggi”.