Il suo patrimonio di capomafia esiste così come quello economico. Un patrimonio che gli ha permesso di vivere da Signore con la ‘S’ maiuscola, fino allo scorso gennaio, il mese della cattura. Un potere economico che si autoalimentava grazie ai classici meccanismi di guadagni automatici che gli hanno fruttato le rendite passive, e poi vanno incluse anche le partecipazioni imprenditoriali ed entrare di altro tipo. Attività immacolate sino ad ora. Sarà sicuramente la sua famiglia a beneficiare del patrimonio del boss mafioso morto questa notte dopo essere finito in coma. Matteo Messina Denaro era malato di tumore al colon. Ma, tornando all’eredità, non si scopre di certo l’acqua calda se si sospetta che buona parte finirà nelle mani della famiglia. Una parte della sua famiglia, s’intende, visto che una buona fetta di parenti stretti è in galera o sotto inchiesta.
Le indagini potranno rivelare i “personaggi” interessati a mettere mano a quel patrimonio. Matteo Messina Denaro era l’ultimo superstite della vecchia Cosa Nostra, trasformatasi in nuova mafia ma con un’impronta molto simile all’antico sistema adottato da Totò Riina prima e Bernardo Provenzano poi. Fatto di omicidi, stragi. Adesso la domanda è chi prenderà tali redini. Quelle di una persona influente come Messina Denaro, capace di far valere la propria parola fino in punto di morte. Di poter parlare a nome di altri, di imporsi prima con il nome e poi con l’apparenza. Il mondo è cambiato e continuare sulla stessa scia dei predecessori non sembrerebbe una strada percorribile. Tuttavia in certi ambienti tutto è possibile. Il dubbio che permane è quello relativo alla nuova direzione verso la quale potrebbe dirigersi la mafia siciliana. Il timore è che possa avvenire il caos per via di tante persone interessate al “trono”. Certezze non ve ne sono.