Si chiama Amber, ha 31 anni ed è affetta da Disturbo Dissociativo dell’Identità, DID. Facile fare ironia a primo impatto, leggere il libro dalla copertina e giudicare. Poi, andare avanti per luoghi comuni: “Capire una donna è già difficile, figuriamoci una con 93 personalità”, le scrive qualcuno su Instagram. E via scorrendo, saltando da un detto all’altro, solo per farsi una risata. Ma quando l’effetto divertente è terminato, resta una persona, con delle difficoltà. La sua condizione comporta la presenza di differenti alter ego: tutti hanno la propria identità, la propria personalità, la propria età, il proprio genere, la propria esperienza di vita. Viene subito in mente un film tratto da una storia realmente accadura, “Split”, che ripercorre in maniera un po’ romanzata la vita del criminale Billy Milligan, giustappunto affetto da DID.
Ma se in quel film ci impressionammo di avere a che fare con un uomo con sette differenti personalità, cosa diremmo di Amber, che ne ha 93? La diagnosi ricevuta cinque anni fa non ha fatto altro che confermare che qualcosa in lei stesse accadendo. Tra queste personalità, alcune sono sboccate, altre sin troppo sincere e dirette, alcune sono timide e introverse. Stare affianco ad Amber può essere molto impegnativo, ma ciò non toglie che lei, come chiunque altro vive la sua stessa condizione, non possa vivere la sua vita. Anche d’amore, perché no.
In che modo emergono le 93 personalità?
Oggi Amber ama Andrea, la compagna con la quale è legata sentimentalmente. Come riferito dalla donna a Carter News, “prima che ci venisse diagnosticata la DID era difficile per le persone con cui uscivamo perché non capivano i motivi per i quali cambiavamo così tanto di volta in volta, e perché sembravamo una persona diversa ogni volta”. Non è solo questione di consapevolezza, bensì anche di sensibilità. Ogni giorno, racconta Andrea, la sua Amber può sottoporla ad interlocuzione costante con almeno 5, 6, 7 o 8 personalità, che switchano costantemente tra loro, portando le conversazioni a repentini cambiamenti. Idem l’atteggiamento: affianco ad Amber, è facile ritrovarsi dalla gioia alla tristezza o alla rabbia in men che non si dica. Anche Andrea è affetta da DID, ma è una condizione più “soft” rispetto alla moglie.
I cambiamenti non sono sempre così improvvisi. Se Amber non dorme, perché le personalità switchano anche nel sonno, a volte fornisce qualche imput un attimo prima di cambiare. Può essere notato attraverso un tic nervoso, un linguaggio del corpo ostentato o chiuso. Andrea la conosce bene, riesce ad avvertire i momenti del cambiamento. “Le relazioni in generale, anche con gli amici, possono essere impegnative, cerchiamo di essere il più affidabili possibile, ma se abbiamo fatto piani e poi finisce fuori un alter diverso, e non vogliono leggerlo o non vogliono uscire con quella persona, semplicemente non si presenteranno”. Quando le ha chiesto di sposarla, Andrea ha dovuto affrontare i diversi alter ego della compagna: “Vorrei solo che le persone capissero un po’ di più sul DID, poiché si renderebbero conto che non è così complicato come potrebbe sembrare”.