Tegola terribile in casa Juventus oggi: Paul Pogba è risultato positivo al controllo antidoping dopo la partita vinta dalla sua squadra a Udine, contro l’Udinese, nella prima giornata del nuovo campionato in corso. Il centrocampista è risultato positivo al testosterone: il francese è nella facoltà di poter chiedere “l’effettuazione della controanalisi entro tre giorni dalla data di ricevimento della comunicazione dell’esito avverso delle analisi”. In attesa della sua prossima mossa, tuttavia, i tifosi bianconeri hanno cominciato intanto a tempestare il suo profilo di offese, denigrazioni e insulti. Nessuno attende conferme ufficiali: è già una sentenza.
Si tratta di un rapporto di amore che è diventato presto d’odio, dopo le ultime vicende. Prima ci si sono messi gli infortuni, che lo hanno di fatto reso un non calciatore sin dal suo ritorno in maglia bianconera, nonostante un ingaggio faraonico da 10 milioni di euro l’anno. Quest’anno aveva ritrovato lo spazio per giocare ed era anche andato in goal nell’ultima partita giocata a Empoli, poi annullato dal Var. Aveva fornito degli sprazzi del vecchio Pogba, una versione mai sparita: era solo infortunato. Pochi giorni fa in molti gridavano al suo grande ritorno e i fan erano felicissimi di rivederlo all’opera. Ma la gloria è durata pochissimo.

Infatti, anche guarito dall’infortunio, il destino ha deciso che tra lui e la Vecchia Signora il secondo matrimonio non si può fare. E non si tratta dei classici concetti da minestra riscaldata: stiamo parlando dell’odio che prova la sua tifoseria. “Ridacci i soldi”, scrivono i tifosi. In riferimento all’ingaggio incassato lo scorso anno senza praticamente fornire prestazioni alla Juve. Parliamo di ben 10 milioni di euro. “Pagliaccio”, si è unito qualcun altro. “Eri un mio idolo, da te non me lo aspettavo”. Insomma, la delusione è lampante: Pogba potrebbe aver fatto utilizzo di testosterone per recuperare anzitempo la forma persa.
“Buffone, tossico, ladro”: su Instagram è un putiferio di cattiverie nei confronti del “polpo Paul”. “Sei tutto ciò che non voglio nella mia squadra, approfittatore, falso, svogliato e pure dopato, via da Torino ingrato”.

Cosa rischia Pogba?
Ma non si tratta solo di matrimonio impossibile, perché Paul potrebbe non sposare neanche più il calcio in generale. La scellerata scelta dell’ex campione del mondo francese potrebbe infatti costargli talmente caro da rischiare di perdere praticamente la possibilità di essere un calciatore. Oggi ha 30 anni e se il regolamento verrà rispettato come si deve, il Codice Sportivo Antidoping prevede uno stop che può arrivare fino a 4 stagioni. Se così fosse, Pogba avrebbe 34 anni alla fine della squalifica, praticamente un giocatore inutilizzabile e per il quale nessuno spenderebbe un euro. Già oggi Pogba non ha mercato per via degli acciacchi fisici che lo perseguitano da tempo. Con questa “trovata”, nel mondo social di oggi e con il politically correct che corre appresso a ogni notizia, vediamo un futuro drammatico sportivamente parlando per Paul.
Se nelle contro analisi venise confermata la sostanza contestata, il calciatore dovrà andare a giudizio dinanzi al tribunale nazionale antidoping, e potrebbe subire una squalifica non inferiore ai due anni. Anche due anni potrebbero risultare fatali per il suo corpo, considerando che già fa fatica ad essere titolare oggi, figuriamoci con qualche anno in più e dopo tantissima inattività. In attesa di nuove informazioni e della richiesta della controanalisi da parte del francese, ufficialmente la sua posizione è quella della “sospensione cautelare”, secondo l’articolo 22 delle Norme sportive Antidoping. Dopo le analisi del secondo campione, se confermato quanto rivelato oggi dal primo di campione, per l’ex campione del mondo scatterebbero le sanzioni previste.