“Continuerai a spaccia’ rime solo a mezze piotte .. ovunque tu sei”, è solo uno dei tantissimi commenti commemorativi dopo la notizia della morte di Pusha, nome d’arte di Ivan Stortini, deceduto ieri nella sua Roma. Memorabile soprattutto nella capitale, per “aver fatto la storia dell’hip hop” con il gruppo dei Flaminio Maphia, come ricordano i cittadini romani. La notizia è stata diffusa da due dei fondatori della famosa band, i volti noti della stessa. Ma non c’erano solo loro, ovviamente. Erano solo i più esposti. Il commento che vi abbiamo riportato sopra lo ha scritto G-Max. “Ancora non ci credo”, ha comunciato ai social Rude Mc.

Forse molti di voi non sanno di chi parliamo, ma vi assicuriamo che nei primi anni Duemila i Flaminio Maphia erano la quotidianità per molti giovani romani che ridevano e ballavano a ritmo di parole sincere, sentite, veraci. La band si era assunta l’arduo compito di far sposare le diverse classi sociali, dai pariolini ai giovanotti di periferia, uniti dall’amore per quei beat, quelle rime, quella genialità. Tutto molto grottesco, per emulare e denudare il prototipo del “coatto romano di periferia”, un concetto oggi ormai banale e scontato sui social, del quale loro ne furono pionieri insieme a tanti altri precursori del tempo.

Il messaggio d’addio del collega Rude Mc

“Ancora non ci credo che ci ha lasciato il nostro Pusha, faceva parte della nostra prima formazione dei Flaminio Maphia. Negli ultimi giorni parlavamo spesso di lui con Sparo e Booster g e tutti gli altri del vecchio giro del Flaminio, per sapere come stava, che stava facendo. Io non lo vedevo da più di 25 anni, sì Roma è grande ma il giro e sempre quello, perciò è facile beccarsi prima o poi e ultimamente chiedevo spesso di lui, e tutti mi dicevano che stava sempre sotto casa sua al Prenestino. Con Ivan abbiamo scritto ‘Restafestagangsta’, ‘Combattimento Mortale’ e l’indimenticabile ‘Sbroccatamente si vive la notte’ e altri pezzi, che hanno fatto la storia dell’hip hop Italiano, ma che la nuova generazione non sa minimamente che ca**o sono, ma che anche grazie a noi che sta roba è andata avanti, Fai un buon Viaggio Fraté R.I.P. PUSHA”.

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