“Ho una compagna da qualche anno”: è Marco Masini che parla, intervistato dal Corriere della Sera. Non dice altro sull’amore e sulla vita sentimentale. Oggi vi parliamo della triste storia di Marco Masini, un cantante che non ha mai amesso di essere bersagliato dalle malelingue, da critiche facili, sterili, ottuse se vogliamo. “Io non credo nella cattiveria della gente – commentava in merito qualche anno fa – non credo di essere stato odiato, perché la cattiveria deriva dall’odio. Questa cosa è iniziata per scherzo, tutti prendiamo in giro qualcuno. Come per Mia Martini. Forse nel suo caso, in maniera casuale, successe qualcosa durante il montaggio di un palco per un suo concerto. Nel mio caso riguardava più le canzoni che ho cantato. C’era chi le sposava perché pensava che sarebbero state d’aiuto per uscire da un momento triste. Chi invece non viveva quel momento, e si disinteressava completamente di un disagio sociale e generazionale, mi ha individuato come cantante negativo perché esprimevo dei concetti negativi. Ma non sono mai stato inca**ato con nessuno”.
Poi arrivò il ritiro, era esausto: “Era una persecuzione -proseguiva il cantautore – non riuscivo neanche ad andare al bar a prendere il caffè. Vedevo gente che si girava e si toccava. Era difficile. Mi sentivo disarmato perché questa è un’arma letale che ti fa fuori”. Parole che sottoscrive anche oggi.
Il momento più buio

“Nel 2001 arrivò una lettera da una tv al mio manager che diceva ‘Ci dispiace, il pezzo è molto bello ma il suo artista emana energie negative’. La mia casa discografica mi rese il contratto dicendo che non riuscivano a fare promozione e quindi purtroppo non abbiamo più budget per i tuoi progetti”. La reazione: “Arrabbiarsi è inutile, fare del vittimismo non serve. Bisogna essere lucidi e freddi, capaci di dimostrare il contrario. La mia formula è una sola: scrivere canzoni. E fare in modo che siano ancora più belle delle altre canzoni, che abbiano una forza loro. Se c’è un muro difficile da superare, devi scrivere una canzone capace di sfondarlo”. Era diventato un “prodotto invendibile”. A far circolare quella voce fu “un addetto ai lavori. Lo stesso che, ogni volta che mi si nominava, faceva le corna o altri scongiuri”. Aveva anche persone che lo sostenevano, come Eros Ramazzotti: “Mi ha difeso”.
Marco Masini oggi: i capelli
Oggi il cantante ha 58 anni, è in tour, dove si esibisce ripercorrendo il trentennio artistico. Nessun figlio: “Non mi sono fermato, sistemato, non ho famiglia. Ho amato e sono stato amato, ho tradito e sono stato tradito, ho lasciato e sono stato lasciato”.
I capelli: “Ho cominciato a perderli da ragazzo, quando facevo il servizio militare nella Vam, la vigilanza dell’aeronautica, per colpa dell’elmetto stretto. Non ho fatto il trapianto, ma un rinfoltimento con capelli artificiali, sono giapponesi, tengono fino a 80 kg di strappo”. Passione ereditata: “Papà faceva il rappresentante di prodotti per parrucchieri, spesso lo accompagnavo nei suoi giri: era capace di entrare in un negozio per un caffè e uscire con 700 mila lire di ordine. Io stesso ho frequentato un corso tecnico su permanenti e colore