I siti porno nuociono: parola di Rocco Siffredi, che si rifà ai terribili casi di stupro verificatisi di recente a Palermo e a Caivano, ma non solo. Se secondo la ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, bisognerebbe vietarne l’accesso ai giovanissimi, per Rocco Siffredi addirittura sarebbe necessario delucidare sulla verità che si cela dietro la finzione dei set hard. “Ho scritto alla ministra dopo la sua dichiarazione – ha detto in un’intervista rilasciata a Libero – è da una vita che lo dico, perché il problema si pone solo adesso?”. Il pornoattore prosegue sulla falsariga delle dichiarazioni che già rilascia da un po’, stavolta lo fa allacciandosi ai drammi avvenuti in queste settimane, diventati grandi casi mediatici. “Hanno permesso la proliferazione di siti pornografici in rete accessibili e gratuiti, fruibili con facilità da ragazzini giovanissimi”.
La verità sui set hard
I ggiovanissimi si ispirano a filmati che non rappresentano la realtà, sono solo frutto di artefatti studiati apposta per ottenere click e visualizzazioni: “I ragazzi pensano da soli di non essere in grado di soddisfare sessualmente la donna e quindi ricercano supporto e si muovono in branco. Ma questo non è da imputare solo alla pornografia, bensì a chi non dà la possibilità di spiegare loro che quello che vedono nei film hard è finzione. Qui sta il vero problema. Non sanno che ciò che vedono nei film è pura finzione”. Poi entra nei dettagli: non sanno “che agli attori maschi vengono fatte punture. Che per garantire loro quell’erezione che può durare ore, gli vengono iniettate sostanze micidiali. Che le donne, le attrici, per non sentire dolore derivante dalla rigidità del membro dopato, vengono anestetizzate”.
Rivolgendosi direttamente al pubblico con il quale vuole interfacciarsi: “Voglio dire ai ragazzi che quello che viene riprodotto nei film pornografici non rappresenta la realtà. Che persino le eiaculazioni sono finte: viene fatta l’iniezione di una sostanza bianca nell’uretra dei maschi”. Quindi l’appello accorato: “Blocchiamo tutti i siti porno in rete. Se necessario, mi offro come portavoce e accetterei anche la chiusura del mio sito. Per aiutare i giovani questo e altro”. Lui fa parte di quel mondo: “Io mi sento un po’ responsabile di ciò che sta accadendo, più come padre che pornostar. Perché noi non siamo educazione sessuale. Non nasciamo per quello, nasciamo come intrattenimento. Dobbiamo agire affinché i ragazzi non prendano neppure in considerazione l’idea di stuprare una donna. Intervenire dopo serve a poco. Cultura del rispetto, educazione sessuale e divieto di accesso libero alla pornografia”.