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Caro benzina, il ministro: “Prezzo inferiore degli altri paesi, merito del taglio delle accise.”

caro benzina

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Dopo le polemiche legate agli aumenti, il ministero delle Imprese ha commentato il caro benzina, rivendicando un vantaggio italiano rispetto ad altri grandi Paesi.

Caro benzina: dopo giorni e giorni di polemiche legate agli aumenti, particolarmente sentiti specie in prossimità di Ferragosto, è intervenuto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. La nota diramata è chiara: dire che il prezzo di benzina e gasolio sia ormai fuori controllo “è falso. Anzi, è vero il contrario: l’Italia ha fatto meglio di altri paesi”.

Urso sottolinea infatti come il prezzo industriale della benzina, depurato dalle accise, sia inferiore rispetto ad altri grandi Paesi europei come Francia, Spagna e Germania.”

La questione appare controversa: come già rilevato da Chronist, alcuni giorni fa sull’autostrada A8 Varese-Milano una stazione di servizio ha toccato la cifra record di 2,722 per la benzina, pari al 35% in più rispetto alla media nazionale. E, secondo i dati dello stesso Mimit, il prezzo in autostrada è ormai superiore ai due euro a litro, e nelle Regioni si è poco sotto tale cifra.

Caro benzina, la media italiana è di quasi 2 euro a litro

L’ultimo bollettino diffuso dalla Commissione europea pone, in verità, l’Italia al di sotto dei Paesi citati nella nota ministeriale. Senza le accise, è vero, la benzina nello Stivale costa 0,852 euro al litro, mentre la media europea è 0,869 euro. In Germania il prezzo è di 0,877, in Francia di 0,900 e in Spagna di 0,915 euro al litro. Sempre senza contare le accise, il costo della benzina in Italia sotto della media Ue.

Tuttavia, se si considera il costo reale della benzina, quello che effettivamente gli automobilisti italiani devono pagare, la situazione appare diversa: il monitoraggio Eurostat del 10 agosto, considerando le accise, ha rilevato un prezzo medio in Italia di 1,929 euro al litro. In Francia era a 1,910 euro, in Germania a 1,904 euro e in Spagna addirittura a 1,680 euro al litro. Insomma, secondo questo monitoraggio l’Italia si trovava nettamente sopra la media europea di 1,801 euro al litro, arrivando addirittura a essere il terzo Paese in assoluto con i prezzi più alti dopo la Danimarca e i Paesi bassi.

Il ministero ha osservato che, rispetto a ieri, “il prezzo alla pompa è sostanzialmente stabile e maggiore di 0,02-0,04 euro rispetto alla rilevazione di domenica 13 agosto”. Questo mostrerebbe un “rallentamento del trend degli aumenti che si erano osservati nell’ultimo mese, legati alla “crescita delle quotazioni internazionali”. Il Mimit ha rivendicato il rallentamento nella crescita dei prezzi come la “dimostrazione di come sia stata efficace in questi mesi l’azione del monitoraggio e, a partire dal mese di agosto, lo strumento dell’esposizione del prezzo medio regionale che consente ai consumatori di scegliere dove rifornirsi, in trasparenza e consapevolezza”.

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