Si chiama Laura Seppi e oggi è una travel blogger sebbene un passato di truffe, vendendo viaggi ‘fasulli’ ai clienti che si palesavano nella sua ‘Neverland’
Vendeva viaggi inesistenti, fu condannata: ma oggi è una travel blogger e ha anche un seguito di 12mila follower. Dopo che il suo avvocato ha patteggiato un anno e sei mesi con pena sospesa, si pensava che l’autrice dell’agenzia di viaggi “Neverland” avesse chiuso con questo mondo. Eppure, dopo l’accusa di truffa aggravata e bancarotta fraudolenta, e il dichiarato fallimento dell’attività avvenuto cinque anni fa, oggi è tornata in auge e non sembra intenzionata a cambiare “interessi”.

La sua storia è incredibile. Truffò ben 285 clienti, che acquistarono pacchetti vacanza fasulli, spendendo tra i 500 e i 3mila euro. La donna mise in “cassa” una cifra cospicua, tra i 300mila e i 400mila euro. Soldi che ha utilizzato per spese personali. La responsabile di questi raggiri è Laura Seppi, che non si faceva alcuno scrupolo a prendere soldi per viaggi con destinazioni di ogni tipo.
Quando le malcapitate vittime dovevano far fronte alla realtà, spesso prima ancora di arrivare a destinazione, scoprivano di aver perso i risparmi di un anno per una vacanza inesistente. Ogni tanto, qualcuno di loro riusciva ad arrivare a destinazione. Salvo poi vedersi costretto a tornare indietro (o a pagare doppio) a fronte di una prenotazione mai avvenuta in precedenza. Spesso le persone raggirate venivano a conoscenza della truffa a pochi giorni dalla vacanza. Esattamente, quando si rendevano conto di non ricevere alcuna e-mail che indicasse conferme di prenotazioni, nonché biglietti aerei.
La condanna a Laura Seppi

A luglio del 2018, i legali della donna dichiararono fallimento, definendolo “un buco finanziario insostenibile”. La Seppi era stata già bersagliata dalle persone truffate quando, il mese prima, si vociferava di una presunta difficoltà finanziaria dell’agenzia. Sebbene nessuno scontro all’orizzonte, la donna fu scortata dai militari in presenza di cinquanta persone in protesta. Dopo le indagini aperte dalla Procura, il conto corrente dell’attività fu pignorato per il grande debito maturato. Intanto, la titolare teneva attivo un secondo conto dove incassava i soldi dai truffati.
Dopo anni di indagini, da poco la vicenda ha trovato la sua conclusione con la condanna. Eppure, oggi, attraverso la sua pagina Instagram “Nata per viaggiare”, è diventata una “reporter” di viaggi, con mete che, stando alle immagini postate, sono tra le più ambite dei vacanzieri: si va da quelle italiane del Sud al Giappone, passando per l’India, l’immancabile Dubai e la strabiliante New York. Sul social è seguita da quasi 12mila persone, che ascoltano le sue recensioni.