Prosegue l’estate delle polemiche per il caro vita e l’inflazione alle stelle, che costringe i titolari dei locali a far lievitare i prezzi dei loro menù. Tuttavia, secondo qualcuno, c’è chi se ne approfitta, aumentando a dismisura qua e là e aggiungendo servizi sullo scontrino che, generalmente, non comportavano alcun costo fino a poco fa. “Nuovi ladri”, titola il post dell’uomo che sui social ha denunciato l’ultima ricevuta emessa lo scorso 6 agosto a Verona. L’uomo ha spiegato come è andata, dicendo di aver scelto di fare una “gita con una persona, a Verona”.
“A parte la benzina e l’autostrada, ci siamo azzardati a sederci in un bar, nei tavolini esterni, con vista sulla piazza dell’Arena”, tutto sembrava procedere per il meglio, quando ad un certo punto è arrivato il conto e i due clienti, esterrefatti, non hanno potuto fare a meno di fotografarlo per condividerlo online. Ci sono 26 euro da pagare per due spritz e altrettanti tramezzini, farciti con tonno e prosciutto.

Quindi lo sfogo: “In un bar a Vicenza, costa 1,20 euro il tramezzino e 2,50 euro lo spritz”, paragonando le due città. Il titolare ha replicato direttamente a queste parole: “Non siamo in centro a Parigi, ma siamo in centro a Verona. Credo che sette euro per uno spritz seduti a due passi dall’Arena non sia certo un prezzo così esagerato. A maggior ragione visto che portiamo sempre come minimo olive e patatine”.
Come avviene per ogni polemica simile, anche in questo caso il locale ci ha tenuto a precisare che i prezzi “erano esposti” e dunque “mi pare una polemica senza senso”. Dunque, l’invito a cambiare strada: “A maggior ragione noi abbiamo tutti i prezzi esposti in maniera chiara. Se a qualcuno non piacciono, non è certo obbligato a fermarsi”.