Davvero si può entrare in casa di uno sconosciuto, umiliarlo, maltrattarlo e terrorizzarlo, solo per un video virale su TikTok? L’episodio sconcertante ci arriva da Praia a Mare, in provincia di Cosenza. I ragazzi in questione sono tutti minorenni, in vacanza in Calabria. Si tratta di un gruppo di minori dell’Alto Tirreno cosentino, che avrebbero fatto questa assurda pensata nella notte tra domenica 6 e lunedì 7 agosto. Probabilmente erano stati consigliati da qualcuno del posto oppure, più semplicemente, avevano già studiato la vittima del loro filmato social. Infatti, l’uomo che hanno preso di mira, è un cittadino che vive in condizioni disagiate all’interno della sua abitazione. In merito alla sua identità non sappiamo altro al momento.
Il filmato, della durata dei tipici 15 secondi, è sufficiente per far scattare la denuncia contro i giovani protagonisti dello scempio. Adesso il video non è più online, ma lo è stato per diverse ore: dopo l’intervento dei carabinieri della Compagnia di Scalea, capitanati da Andrea D’Angelo, del filmato si è persa ogni traccia. Nel frattempo il primo cittadino di Praia a Mare si è sfogato sull’accaduto, non risparmiando parole dure anche contro gli stessi turisti:
“Voglio chiarezza e per questo ritengo che queste persone devono andare via subito dal nostro paese. Accoglienza turistica non vuol dire essere colonizzati da bande di ragazzini incivili che, durante la notte, imperversano nel nostro paese senza seguire le più basiche regole del vivere civile. Noi non abbiamo bisogno di queste persone, i nostri turisti perbene, che per fortuna sono la maggior parte, non meritano questo scenario, come non lo meritano i praiesi. Vi invito a denunciare qualsiasi avvenimento contrario alle regole e alla legge affinché le Forze dell’Ordine possano agire in modo tempestivo ed efficace. Solo l’unione di tutti noi potrà consentire di ristabilire l’ordine che regna 11 mesi l’anno nel nostro meraviglioso Paese e che si perde ad agosto a causa di un numero minuto, ma molto fastidioso, di ragazzini maleducati”.