Site icon Chronist

I giovani non ragionano? (VIDEO): “Un treno impiega un’ora e 30 all’andata, 90 minuti al ritorno. Perché?”

I giovani non ragionano (VIDEO) Un treno impiega un'ora e 30 all'andata, 90 minuti al ritorno. Perché? Le risposte

I giovani non ragionano (VIDEO) Un treno impiega un'ora e 30 all'andata, 90 minuti al ritorno. Perché? Le assurde risposte

Ci risiamo: “I giovani non ragionano”, esclama irritato il web, inferocito e sempre più insofferente davanti a questi video. E, tra i commenti, sono gli stessi giovani a rispondere in massa con le risposte corrette. Se per “trollare” (come amano dire loro) o per dimostrare che “non siamo tutti così”, non lo sappiamo. Diciamo un po’ e un po’.

Protagonista ancora La bestia dei social, canale TikTok che tratta sempre contenuti molto vicini allo studio delle nuove generazioni, affini ai giovani, che va a scovare per provare a farli ragionare un po’. La bellezza di tali quiz matematici, e di logica, sta nella facilità di certi quesiti. Come anche in questo caso. Il filmato è di luglio, ma possiamo definirlo un video senza tempo purtroppo, perché in Italia la situazione non sembra progredire in meglio.

I nuovi quesiti, le assurde risposte dei giovani intervistati

“Se tu hai 3 fratelli e i tuoi fratelli hanno 3 fratelli, quanti siete in tutto?”. Risposta: “Sette!”. Come sempre, ironicamente, il presentatore non fornisce la risposta esatta, resta basito quei 2-3 secondi, il tempo di metabolizzare. Ma stavolta, invece di chiudersi nel silenzio, avanza una risposta: “Ci sta, ci sta”. Ovviamente non ci sta proprio per niente. La domanda è di una facilità imbarazzante: “i fratelli che hanno tre fratelli”, è chiaramente un quesito che nasconde un inganno, essendo tutta la stessa famiglia. Probabilmente, la ragazza intervistata intuisce questo ma sbaglia il calcolo, sommando la risposta corretta, ovvero 4, con i 3 fratelli dell’incipit della domanda (che sono gli stessi di quelli comunicati nella seconda parte del quesito).

Secondo tentativo, altra domanda: “Un treno, da Catania a Milano, all’andata impiega un’ora e trenta, al ritorno novanta minuti, ma com’è possibile?”. Risposta: “Perché c’era traffico”. Anche il ragazzo che intervista non riesce proprio a rimanere nel personaggio e si pronuncia: “Ah, il treno che incontra traffico?!”. Poi torna in sé: “Ci sta, ci sta”. Ma, come prima, non ci siamo per niente! E, soprattutto, questa seconda domanda è più imbarazzante di quella precedente. Quasi ci vergogniamo a proporvi il risultato, ma per amore della verità va fatto: non c’è nessuna differenza tra un’ora e mezza e novanta minuti…

Continua a leggere su Chronist.it

Exit mobile version