La vicenda proviene da Minervino, in provincia di Lecce: una coppia di anziani è stata truffata dalla stessa famiglia, che si sarebbe impossessata dei loro risparmi, quantificabili in 90mila euro. Le vittime sono una coppia di 88 e 78 anni, marito e moglie che risiedono alle porte di Maglie. Da quanto si apprende, a persuadere gli anziani sarebbe stato il fratello di lui, con il quale i rapporti erano freddi da un po’ di anni.
Durante una festa in famiglia, il fratello truffatore avrebbe approfittato della rimpatriata per riallacciare le comunicazioni, offrendosi oltretutto di aiutare i due anziani nella quotidianità. Aiuti domestici ma non solo. Perché dalla casa è stato veloce il passaggio al sostegno per altre faccende, come alcune commissioni varie. Tutto calcolato, per entrare lentamente, ma inesorabilmente e progressivamente, sempre più dentro la vita privata dei due. L’obiettivo? Neanche a dirlo: mettere mani al malloppo che i coniugi conservavano in Posta.
I cosiddetti “risparmi di una vita”. Quando hanno fiutato bene l’occasione, il fratello dell’anziano e sua moglie (la cognata della vittima), hanno scelto di proporsi quali delegati nella gestione del conto corrente postale. Mai scelta fu più sbagliata perché, stando al racconto fornito alle autorità, gli anziani si sarebbero visti depauperare il conto corrente da 90mila euro ai modestissimi 52 centesimi. Uno smacco gigantesco, ancor più doloroso pensando che proviene dal proprio stesso sangue. I fatti risalgono allo scorso anno e ora i due truffatori sono stati iscritti nel registro degli indagati, accusati di truffa e circonvenzione d’incapace.