La tragica ricostruzione della morte dei passeggeri del Titan da parte di un ingegnere spagnolo: “Sessanta secondi di terrore, erano al buio mentre il andavano spediti verso il fondale”
La tragedia del Titan continua a far discutere, anche dopo la morte del Ceo Stockton Rush, deceduto mentre era a bordo del sottomarino imploso mentre ospitava altre quattro persone: pare che, secondo una delle molte ipotesi, i passeggeri avrebbero compreso cosa stesse accadendo anche se solo per un minuto, circa. Al momento nessuna ipotesi trova riscontri ufficiali, ma ci sono molte menti prestigiose e ben informate sulla questione, che forniscono i propri pareri, chiaramente allineandosi a studi e conoscenze tecniche del caso. Tra queste dichiarazioni, c’è anche quella di un ingegnere spagnolo esperto di sottomarini.
La della tragedia del Titan
In un’intervista rilasciata ai media locali, ha ricostruito la tragedia del Titan, spiegando che i passeggeri a bordo potrebbero aver realizzato cosa stesse accadendo, anche se per brevi, brevissimi istanti. “Un minuto”, sarebbe durato il momento in cui si stavano rendendo conto che qualcosa di grave stava per accadere. “Erano al buio per almeno sessanta secondi – spiega José Luis Martin, ingegnere iberico – nel frattempo colavano a picco verso il fondo dell’Oceano”. Dunque, il Titan “precipitava come una freccia” e procedeva spedito “verso gli abissi, prima di esplodere come un palloncino”.
Questa versione è attendibile? Sembrerebbe proprio di sì, e a testimoniarlo sono le esperienze pregresse dell’ingegnere, che ha lavorato a bordo di un sottomarino passeggeri turistico. “Il Titan ha cominciato la sua caduta come una pietra, ed è avvenuta a 1.700 metri di profondità, implodendo sui 2.500 circa”. In quei concitati secondi, il Titan avrebbe perso i contatti con la nave Polar Prince e sarebbe rimasto senza motore e propulsione a causa di un guasto elettrico improvviso. “Immagino l’orrore, la paura e l’agonia. Deve essere stato come un film dell’orrore”.
“In quel periodo di tempo hanno realizzato tutto. E per di più, nella completa oscurità”. Comprendendo lo shock del momento, si rende conto di quanto possa essere stato “difficile farsi un’idea di quello che hanno vissuto in quei momenti. Dopo quei 48 secondi, o un minuto, c’è stata l’implosione e poi la morte istantanea”. Una implosione che l’ingegnere paragona alla “foratura di un pallone”, causata “non solo dalla profondità, ma dall’improvviso aumento della pressione mentre il sottomarino scendeva in profondità come una freccia”.