Il misterioso giustiziere Free Park prende di mira le vetture parcheggiate su strisce pedonali, marciapiedi e posti per gli invalidi

È ufficialmente caccia aperta al giustiziere di Porta Furba, ovvero Free Park, colui che vigila sugli onesti parcheggiatori e imbratta le auto di chi non rispetta le regole. Ogni trasgressore è avvisato perché il giustiziere colpisce i menefreghisti e i distratti che sostano dove non dovrebbero. Strisce pedonali, posti per gli invalidi, marciapiedi e luoghi di sosta nei pressi di incroci sono l’ambiente perfetto per le incursioni notturne del misterioso vendicatore.

Coloro che non rispettano la legge trovano, di solito, il giorno dopo le proprie vetture imbrattate di vernice con la sua firma: Free Park. Che sta a significare Free Parking, ovvero “parcheggio libero”. Ormai si è fatto un nome non solo a Porta Furba ma in tutta la capitale e i residenti provano con ogni mezzo a dargli un nome e un volto. Già dal fatidico 25 giugno, quando il giustiziere ha compiuto la sua prima impresa sulla fiancata di un Suv bianco parcheggiato su un posto per disabili.

Un nome che tiene banco ormai in ogni assemblea dei residenti. Nel bene e nel male. Perché da una parte Free Park è rispettato da una frangia di cittadini che reputano il suo “lavoro” un esempio. La Repubblica riporta alcuni commenti di stima degli abitanti. “Numero uno! Non smettere mai” Dice la gente. “Educazione costruttiva” e “Capirai, te serviranno quintali de bombolette spray“. E perfino: “Massimo rispetto per lo Spider Man di quartiere.” Dall’altra parte ci sono residenti a cui proprio non va a genio un modus operandi così estremo.

“La maleducazione chiama maleducazione” oppure “Gesto da delinquente e pure analfabeta”. Per poi innescare un vero e proprio astio nei confronti di chi, pur avendo dei giusti principi, si mette allo stesso livello di un trasgressore. “Se lo becco, mi faccio 30 anni di carcere.” – commenta un passante irritato.

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