L’agghiacciante ricostruzione dei momenti in cui è avvenuta l’implosione del sottomarino Titan: ecco cosa è successo in quegli interminabili istanti

Il sottomarino Titan della OceanGate sarebbe imploso mentre si immergeva nelle profondità dell’Oceano per dirigersi verso il Titanic secondo i primi risultati delle analisi emerse dai dati raccolti dagli esperti recatisi sul posto: ecco cosa è successo in questi giorni di apnea. Il momento in cui è avvenuta quella che viene definita una “catastrofica implosione” sarebbe da ricondurre agli istanti dopo la perdita del segnale, avvenuta a un’ora e 45 minuti di immersione, e quindi ancora prima che si mettesse in moto la macchina per le operazioni di ricerca e salvataggio delle cinque vittime. La Guardia Costiera americana riferisce che i pezzi del sommergibile sono stati rilevati in un’area situata a mezzo chilometro dalla prua del Titanic. La zona in questione non fa ipotizzare ad un impatto con il relitto data la mancanza di detriti.

Secondo l’Associated Press, la Marina statunitense avrebbe notato in tempo reale che qualcosa non andasse, rilevando una “anomalia” coerente con l’implosione del sommergibile, che dunque sarebbe avvenuta già il primo giorno della scomparsa: domenica scorsa, 18 giugno 2023.

“La Marina è tornata indietro e ha analizzato i suoi dati acustici dopo che il sommergibile Titan è stato denunciato come disperso domenica. Quell’anomalia era coerente con un’implosione o un’esplosione nelle vicinanze generali di dove stava operando il sommergibile Titan quando le comunicazioni erano perse”

Le inquietanti analogie con la tragedia del Titanic

Sulla drammatica vicenda si è espresso anche il regista del film del 1997, con Leonardo Di Caprio: James Cameron. Come allora, anche stavolta non sono stati ascoltati gli avvertimenti. Inoltre, la tragedia “si è verificata incredibilmente nello stesso identico luogo, con tutte le immersioni in corso in tutto il mondo”. Uno shock: “Credo sia semplicemente stupefacente”.

Lo strazio dei familiari delle vittime, la zia di Suleman, il ragazzo 19enne che ha fatto l’esperienza solo per seguire il papà

Azmeh Dawood era completamente “ossessionato” dalla vicenda del Titanic e per nessuna ragione al mondo voleva perdersi questa esperienza. Figuriamoci se non avrebbe avuto il desiderio di condividerla con il figlio 19enne Suleman. Intercettata da Usa Nbc News, Azmeh, zia del ragazzo e sorella maggiore dell’uomo, ha svelato un retroscena dietro alla spedizione subacquea. “Suleman – il giovane – era terrorizzato e non era molto in vena di fare quella spedizione, ma ha acconsentito solo perché era importante per il padre”. Quello che ha vissuto la donna in queste concitate ore equivale ad “un film dell’orrore”, vissuto in apnea “pensando a loro due intrappolati sul fondo dell’Oceano”.

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