Nella mattinata di oggi, 21 giugno, alla scoperta delle tracce della prima prova della maturità 2023 è scoppiata un’aspra polemica riguardante la presenza di una traccia su Moravia. Il problema sollevato da molti: studenti, professori, scrittori, è che in quinto praticamente nessun istituto arriva a studiare gli scrittori degli anni ’20.

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Moravia all’esame di maturità, ma gli studenti non conoscono nessun autore del ‘900

La traccia con un brano de “Gli indifferenti” è stata considerata infattibile praticamente all’unanimità. Ormai all’ultimo anno di superiori sono pochissimi i docenti che si affacciano al 900 letterario.

Marco Lodoli, scrittore e professore, a tal proposito ha affermato che tutto il programma è sbilanciato all’indietro, al passato. In quinta non si arriva a studiare nemmeno Pavese, Svevo, Pirandello, purtroppo. Più facile che gli studenti conoscano Quasimodo che Moravia. Mi è capito qualche collega che magari nel biennio ha letto qualche racconto del giornalista, poeta, romano ma è raro. Non è una preclusione ideologica degli insegnanti ma una prassi. I diciottenni non conoscono quasi nessun autore del Novecento. Sarebbe bello si arrivasse a studiare Pasolini ma nella realtà non lo fa nessuno”.

Anche i membri della commissione non nascondono la loro perplessità su Moravia alla maturità 2023, come nel caso di Chiara di Prima, preside del liceo “Galileo Galilei” di Palermo.

Mi aspettavo che qualcuno lo scegliesse e invece nessuno ha optato per Moravia. E dire che sono in un liceo. Non lo conoscono, non avevano argomentazioni sufficienti per affrontarlo. Non hanno nemmeno considerato la traccia sono andati oltre”.

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Il parere degli studenti: “Proposta pericolosa anche dal punto di vista politico

Gli stessi ragazzi, ascoltati al termine della prova hanno totalmente bocciato la traccia di Moravia alla maturità 2023. La maggior parte di loro, candidamente ha affermato di non conoscere lo scrittore e di non averlo studiato a scuola.

Un ulteriore punto di vista è anche quello di Federico Centurioni, studente del “Majorana” di Brindisi. Il ragazzo ha ritenuto il testo su Moravia “pericoloso” anche dal punto di vista politico: “Una proposta pericolosa anche dal punto di vista politico. Abbiamo temuto di poter essere penalizzati se avessimo affrontato quel tema con un nostro punto di vista critico”.

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