La piccola Noemi era stata lasciata all’esterno della Culla per la Vita di Bergamo. La madre aveva lasciato un biglietto in cui affermava di non poterla crescere. Boom di richieste di adozione

Aveva commosso l’Italia intera la storia di Noemi, la neonata affidata alla Culla per la vita di Bergamo: appena due giorni dopo, c’è stato un vero e proprio boom di richieste per l’adozione della piccola.
Come ha spiegato ai microfoni dell’Eco di Bergamo la presidente Cristina Maggia, sono circa 350 le famiglie in lista d’attesa per averla, tutte risultate idonee dopo aver seguito il lungo e complesso percorso di adozione.

Dunque, presto Noemi avrà una propria famiglia: il Tribunale dei minori ha iniziato la procedura da seguire.
Toccherà al giudice scegliere la famiglia più idonea per il benessere presente e futuro della piccola. Intanto, la neonata è sotto la costante osservazione dei medici dell’ospedale Papa Giovanni.
La piccola, che si è sottoposta a tutti gli accertamenti del caso, pesa 2,9 kg: è sana, sta bene e mangia regolarmente.
I volontari della Croce Rossa, che l’hanno accolta nella struttura, l’hanno “battezzata” con questo nome. Tuttavia il potrà essere cambiato in seguito, come accaduto con Enea, l’altro bimbo affidato alla Culla di Milano e adottato dalla sua nuova famiglia.

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Bergamo, la storia di Noemi, affidata alla Culla per la Vita
Bergamo, la storia di Noemi, affidata alla Culla per la Vita: 350 richieste di adozione

La mamma di Noemi ha 10 giorni di tempo per tornare sui suoi passi

La madre biologica di Noemi, una donna di origini sudamericane, dopo aver lasciato sua figlia neonata presso la struttura ospedaliera lombarda, aveva lasciato un biglietto ai medici.
Vi affido un pezzo del mio cuore: trattatela bene” – aveva scritto la neo-mamma, che evidentemente non ha le possibilità per crescere la sua piccola.

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Tuttavia, la donna ha una seconda chance.
Infatti,  ha dieci giorni di tempo per ripensarci: se la donna scegliesse di tornare sui suoi passi, le sarebbe garantita assistenza fisica, materiale e soprattutto psicologica.
Il Centro di aiuto alla vita (CAV) è pronto ad aiutarla con il maggior impegno possibile sapendo che la decisione della donna è stata, con ogni probabilità, tanto cosciente quando dolorosa. 
Una volta trascorso il tempo stabilito, i diritti della madre biologica terminano e Noemi potrà essere affidata da un’altra famiglia, tra coloro che hanno effettuato la richiesta di adozione, lasciando così la Culla per la Vita di Bergamo.

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