I gesti genuini, autentici, fatti per aiutare il prossimo senza ricevere nulla in cambio, senza fare rumore, sono la prova che nel mondo un po’ di buono ancora c’è.
Guido Marangoni, ingegnere informatico e autore di libri, ha assistito a uno di quei gesti semplici ma di grande significato, che è giusto condividere con tutti, perché fanno bene a chi li legge, tanto quanto a chi li vive.
Ha deciso, dunque, Guido, di postare sul suo profilo Facebook un lungo post in cui racconta quanto ha vissuto: «Oggi ho incontrato tanta bellezza: dalla stazione di Firenze prendo un autobus per raggiungere la scuola. A una fermata, dalla porta anteriore, un’anziana signora chiede alla conducente di poter scendere. La giovane autista la ferma ed esclama: “Certo signora, ma aspetti… la aiuto”. Blocca il bus, inserisce il freno e accompagna, con sorridente delicatezza, la signora a sedersi sulla panchina della fermata. La vedete nella foto qui sopra mentre saluta la signora che, meravigliata, la ringrazia. Mi guardo intorno e dall’interno del bus siamo tutti con il fiato sospeso e il sorriso sul volto… un coro silenzioso di meraviglia che ringrazia – e conclude – Arriva la mia fermata e devo scendere, mi avvicino alla giovane autista e intono un semplice “grazie” colmo di meraviglia. Lei alza la mano con un sorriso che raramente ho colto in qualcuno che sta semplicemente facendo il suo lavoro. Meraviglia senza senso che forse contiene tutto il senso del mondo».
Il post diventato virale ha raggiunto la giovane conducente di bus
Un bellissimo racconto, divenuto immediatamente virale sui social, tanto da guadagnarsi ben 20.000 like e oltre 1.500 tra commenti e condivisioni. Così tanti che tra i commenti c’è anche quello della diretta interessata, Consuelo, ovvero l’autista capace di un gesto tanto semplice quanto meraviglioso, che scrive: «Io ci tenevo a ringraziarla personalmente, lei con queste parole non s’immagina minimamente quanto bene mi ha fatto, mi ha dato speranza, forza e un’immensa gratitudine per avermi portata alla luce, questo dimostra che ancora non tutto è perduto, ancora posso credere in qualcosa, in qualcuno. Davvero, grazie, con tutto il cuore».
