Salvatore Aranzulla, famosissimo blogger noto come l’uomo che risolve i problemi tecnologici di adulti e ragazzi, in queste ore sta facendo parlare di sé per un attacco diretto contro la piattaforma Deliveroo dopo l’episodio avvenuto a Milano.

Il motivo, tuttavia, non è legato al suo ambito lavorativo, bensì ad una polemica sollevata contro Deliveroo, la compagnia addetta alla consegna del cibo, molto attiva soprattutto nei grandi centri urbani. “Faccio un ordine su Deliveroo per ordinare una pizza da un ristorante vicinissimo a casa”, scrive Aranzulla sul suo profilo Facebook. Tuttavia, l’app, forse per un errore del sistema, che lui saprebbe certamente risolvere, fa partire l’ordine da un punto di vendita dalla parte opposta di Milano.

Il 33enne imprenditore digitale continua dicendo di aver informato l’assistenza, affermando di essere disposto a pagare sia l’ordine che la consegna, ma dichiara di non volerlo ricevere in quanto “non ha senso fare pedalare una persona dall’altra parte di Milano”.

Lo sfogo sui social di Salvatore Aranzulla: “Ma andatevene a quel paese!”

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Il racconto prosegue con la risposta dell’assistenza della famosa catena che lo informa dell’impossibilità di non ricevere l’ordine. Subito dopo, la chat viene chiusa bruscamente. “Insomma, hanno fatto pedalare per mezza Milano una persona per una pizza che è immangiabile. Ma andatevene a quel paese!”, conclude.

Aranzulla ha poi postato nei commenti la prova della chat che inchioderebbe Deliveroo, aggiungendo: “Ma è normale fare andare un rider per una distanza così lunga mentre in chat ti prendono in giro dicendoti che è quasi arrivata?”

Tra le centinaia di commenti sotto il post, c’è chi si schiera dalla sua parte confermando l’assurdità dell’accaduto e chi, invece, lo “accusa” di essere complice di questo sfruttamento, in quanto si è rivolto a loro invece di scendere di casa, prelevare la pizza e magari anche mangiarla appena sfornata.

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