I dirigenti dell’Enpapi, l’istituto previdenziale degli infermieri, utilizzavano i soldi per il fondo pensione dei lavoratori per acquistare appartamenti privati, biglietti della finale della Champions League e per pagare delle escort.

La Guardia di Finanza ha sequestrato 40 milioni di euro e da li è emerso un mondo, dietro al quale il denaro dell’Enpapi veniva utilizzato per scopi personali e non del tutto nobili. Nel 2019 solo stati contestati diversi reati poi giudicati dal Tribunale di Milano. L’inchiesta si è poi allargata a Roma, dove il processo è andato avanti.

Nella sede di via Alessandro Farnese era stato disposto il sequestro di computer che hanno permesso la tracciabilità del denaro speso, utilizzando i soldi del fondo di investimento degli infermieri.

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Il maxi sequestro della Guardia di Finanza: il denaro dell’Enpapi, fondo pensione degli infermieri, utilizzato per acquistare voli aerei, per pagare signorine o per andare allo stadio; la sentenza

Dopo il maxi sequestro si è scoperta una rete di traffico illecito utilizzando il denaro destinato in realtà agli infermieri. Dopo il processo ad oggi arriva anche la sentenza. L’ex direttore dell’Enpapi, Marco Bernardini, dovrà scontare 8 anni, il legale Piergiorgio Galli 4, l’impresario Giovanni Conte invece 7 anni e sei mesi. A quest’ultimo furono sequestrati beni per oltre 6 milioni di euro all’epoca, tra rapporti finanziari, beni immobili e partecipazioni societarie.

I soldi del fondo pensione degli infermieri usati per pagare le escort. Inoltre, l’impresario e il dirigente dovranno anche restituire 1 milione e 800 mila euro. A riportare la notizia è stato il quotidiano de “La Repubblica” che ripercorre la vicenda sin dal 2019. Si registrano incontri con ragazze pagate “tra 500 e 800 euro ad evento”. E con le quali venivano trascorse serate “in ristoranti o alberghi in diverse località”. Adesso il processo è stato chiuso con le sentenze di primo grado nei confronti dei tre responsabili.

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