Risultato storico per il calcio italiano: Maria Sole Ferrieri Caputi sarà la prima donna arbitro in Serie A e debutterà con Sassuolo-Salernitana, partita prevista alle ore 15 di domenica prossima, 2 ottobre, al Mapei Stadium di Sassuolo. Non è solo un grande traguardo per la Serie A ma anche un risultato individuale importante per l’arbitro che segna uno dei più rapidi esordi in Serie A della storia per un direttore di gara al primo anno nella CAN A-B (Commissione Arbitri Nazionale).

Prima di questo grande risultato Maria Sole ha diretto 23 partite in Serie C, 3 in B e una in Coppa Italia questa stagione. Inoltre è stata il Quarto Uomo in Monza-Udinese nel campionato attuale della massima serie italiana. In totale in carriera ha diretto quasi 150 partite, inclusa la Serie D. In Europa, Maria Sole sarà la terza arbitra a dirigere un match tra i migliori 5 campionati europei.

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Maria Sole Ferrieri Caputi, il primo arbitro donna in Serie A: chi è, età, vita privata, fidanzato, altezza, partite, Corriere della Sera, Instagram

Maria Sole è nata a Livorno il 20 novembre del 1990 e ha dunque 31 anni. Nel 2021 aveva già assaporato un po’ di Serie A, arbitrando Cagliari-Cittadella di Coppa Italia e poi, dal mese di maggio, è diventata eleggibile come arbitro di Serie A per la stagione in corso. Il secondo assaggio alla A è avvenuto in Sampdoria-Reggina, sempre di Coppa, questa estate. Il suo turno è arrivato per la gara di Sassuolo-Salernitana in programma tra quattro giorni.

Maria Sole, primo arbitro donna in Serie A: la vita privata. Laureata in Sociologia, vive a Bergamo ed è una ricercatrice presso la fondazione Adapr e dottoranda all’Università di Bergamo. Si conosce ben poco della vita privata di Maria Sole. In un’intervista aveva detto di essere fidanzata, tuttavia non aggiunse molto: “Non dico altro…”. Maria Sole è alta 1,72 m e in questa stagione, al momento, ha arbitrato due partite di Serie B (Modena-Frosinone il 14 agosto e Brescia-Perugia il 3 settembre) e una di Coppa Italia (appunto Sampdoria-Reggina del 5 agosto).

In un’intervista al Corriere una volta disse: “Non chiamatemi arbitra, ma arbitro. Novanta volte su cento quando mi dicono arbitra è per sottolineare che sono una donna. Quindi preferisco arbitro. Credo che quando non ci sarà più l’esigenza di sottolinearlo, allora vorrà dire che ci sarà davvero parità”. L’arbitro debuttante in Serie A non ha un profilo social.

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